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Caratterizzazione di alcuni strati superficiali, mediante analisi infrarossa, presenti sulle colonne della Torre di Pisa

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Le sostituzioni operate con marmi apuani hanno interessato con diversa incidenza 
tutte le parti della torre, ma sono maggiormente frequenti negli elementi architettonici 
del loggiato, più esposti e lavorati (capitelli, colonne, basi di colonna, mensole, conci 
degli archetti); per essi si rileva un progressivo aumento delle sostituzioni procedendo 
verso gli ordini superiori. 
 
1.4.3 Calcare grigio di Filettole 
È stato usato unicamente per le tipiche ornamentazioni scure della Torre. Si tratta di 
un calcare di colore grigio scuro-nero, a grana fine e con tessitura omogenea. Per 
alterazione assume colore grigio chiaro o bruno-giallastro. Data la generale 
omogeneità del litotipo, non si rilevano aspetti particolari, salvo minori variazioni 
tessiturali, presenza di fini venature giallastre o forme di alterazione superficiale. 
 
1.5 Descrizione strutturale 
La sua struttura, di forma cilindrica, si compone di due parti: il masso di 
fondazione e l’elevato; tra questi due elementi si inserisce il piano marmoreo del 
catino, progettato negli anni 30 del XIX secolo, quando tutto questo settore della 
piazza fu sottoposto ad un pesante intervento di restauro. Le fondazioni, fatte di 
pietrame e malta di calce di S. Giuliano, furono esaminate a più riprese agli inizi del 
‘900 (indagini delle Commissioni del 1907- 1908, del 1912-1913, e del 1933-1935) e 
negli anni ’70 durante i lavori della Commissione Polvani. 
Costruita assieme ai paramenti, procedendo per strati pressappoco orizzontali, 
la muratura ha uno spessore che si riduce con l’altezza: più larga alla base, dove 
misura circa 4 mt, più stretta nel corpo centrale (circa 2.70 mt), arrivando all’altezza 
del 7° ordine, ad uno spessore minimo di 2.49 mt. Nell’insieme la struttura, che 
forma l’elemento portante dell’edificio estendendosi fino all’ultimo ordine della 
torre, ricorda un altro cilindro cavo, da qui i nomi (fusto, tamburo, nucleo, canna) con 
cui viene indicata. All’interno del sodo murario, si snoda, compiendo tre giri in senso 

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Informazioni tesi

  Autore: Livia Martinelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Maria Laura Santarelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 166

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