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Carte di Miniera. Inventario dell'archivio della Miniera Fratelli Marzoli & C. di Pezzaze (Brescia)

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Anteprima della tesi: Carte di Miniera. Inventario dell'archivio della Miniera Fratelli Marzoli & C. di Pezzaze (Brescia), Pagina 10
- PARTE PRIMA - 
 12 
Ragazzoni,
24
 che si occupò attivamente della gestione di alcune miniere della Valle 
Trompia, con particolare interesse per quelle ubicate nell‟area di Pezzaze
25
.  
Nel 1856, dopo una serie di dispute per il diritto di scavo con alcuni minatori del 
luogo, in società con l‟amico Isidoro Glisenti
26
, acquisì i diritti di scavo sia presso la 
bocca detta Poffe della Volpe che presso la bocca Gioje (ovvero Zoie). 
Successivamente, nel novembre del 1857 grazie alla concessione di una nuova 
licenza per praticare delle indagini minerali, in tutto il territorio di Pezzaze, vennero 
eseguiti lavori anche alla bocca Campasso e alla miniera Valle, nella testata della 
Valletta della Megua. 
                                                 
24
 Giuseppe Ragazzoni nasce a Brescia il 23 ottobre 1824 da Giovanni Battista e dalla nobile Chiara 
Zamara e rimane orfano di ambedue i genitori all‟età di 11 anni. Compiute le quattro classi ginnasiali, 
fa il suo tirocinio farmaceutico ed è licenziato farmacista nell‟agosto del 1847. Durante lo studio 
universitario ha occasione di prestare la propria opera a vantaggio di alcuni disgraziati la cui 
abitazione era in preda alle fiamme, per cui ne ha lettera di encomio da governo e dal municipio di 
Padova. Nell‟agosto 1847 si trasferisce a Venezia come farmacista nella Farmacia Ciotto allo Struzzo 
d‟oro, dalla quale passa in seguito a quella dell‟Ospitale dei SS. Giovanni e Paolo, prendendo parte ai 
moti rivoluzionari del 1848 - 49 e sopportando i disagi dell‟assedio e del contagio. Rimane in Venezia 
fino al settembre del 1849 in compagnia d molti altri bresciani come i fratelli Borra e Tullio Prego. Da 
Venezia viene a Brescia ed è nominato farmacista dell‟Ospitale Civile, ove rimane fino all‟aprile 
1850; in questo periodo viene a scadere l‟affittanza della Farmacia paterna. Nel 1852 prende moglie 
sposando Maria Rovetta da cui ha sei figli e continua nell‟esercizio farmaceutico fino al 1892. Patriota 
ardente, dal 1847 al 1862 prende parte indiretta a tutti i moti per l‟indipendenza, specialmente 
favorendo l‟amicizia dei Veneti e dei Trentini nel Piemonte. Venuto il 1859, viene mandato (alla 
vigilia della battaglia di San Martino) dal Generale Lamarmora da Napoleone perché gli fornisca 
notizie topografiche di quelle località. Nel 1860 è nominato consigliere comunale di Brescia, carica 
che conserva quasi ininterrottamente per oltre 20 anni. Approfittando dei ritagli di tempo che gli 
lasciano le sue mansioni di farmacista si dedica allo studio delle scienze naturali ed in particolare alla 
geologia e mineralogia, con speciale riferimento alla provincia bresciana, nella precisa volontà di 
vedere avvantaggiata l‟industria del proprio paese. A tale scopo allestisce collezioni e stende scritti 
diversi di cui l‟elenco si trova in parte nella Bibliografi Geologica pubblicata in occasione del 
Congresso interregionale Geologico di Bologna e ne riceve premi ed onorificenze. Nel dicembre 1862 
viene incaricato dalla provincia di visitare l‟Esposizione di Londra in compagnia del Prof. Angelo 
Monà. Nel dicembre1862 è nominato professore incaricato di Scienza Naturale al Regio Istituto 
Tecnico e di Merceologia nel Collegio Pironi, continuando nell‟incarico per 29 anni. Perché gli studi 
da lui fatti possano essere di vantaggio anche ad altri amanti della geologia e mineralogia egli fa dono 
all‟Ateneo di Brescia del suo Profilo Geognostico (con collezione relativa) e della carta geologica 
della provincia di Brescia. I suoi studi lo portano a fare relazioni e a contrarre corrispondenza con i 
principali cultori delle scienze naturali. Colto da infermità, deve abbandonare gli studi prediletti, 
domandare il collocamento a riposo, che gli viene accordato nel marzo 1892 e ritirarsi in famiglia. 
Morirà a Brescia il 12 febbraio 1898. 
25
 Marchesi, Le miniere, p. 415. 
26
 Isidoro Glisenti nasce a Brescia nel 1820. Con i fratelli Francesco e Costanzo dirige gli stabilimenti 
Glisenti di Carcina. Amico fraterno del Ragazzoni, collabora con lui nella conduzione di miniere in 
Valle Trompia. Nel 1861 è nel Comitato bresciano per la mostra di Firenze e su incarico della Camera 
di Commercio, si occupa della sezione Mineralogica Metallurgica. Socio dell‟Ateneo dal 1864, 
presenta delle memorie relative ad alcuni fucili. Nel 1865 è tra i promotori con Giuseppe Ragazzoni 
della Società Anonima Bresciana per l‟incremento dell‟industria ferriera in Valle Trompia. Nel 1866 
partecipa all‟Esposizione di Parigi. Muore a Brescia nel 1867.

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Informazioni tesi

  Autore: Daniela Bregoli
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia e gestione del patrimonio archivistico e bibliografico
  Relatore: Giorgetta Bofiglio Dosio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 420

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