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Come nasce un compositore? I casi di Mozart e Beethoven

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Anteprima della tesi: Come nasce un compositore? I casi di Mozart e Beethoven, Pagina 3
o quasi, i punti di vista possibili. Questo lavoro viscerale, però, non è stato svolto con la stessa
intensità per quanto concerne le composizioni infantili di Mozart e Beethoven, giustamente ritenute
meno “importanti” delle altre, se considerate in un'ottica strettamente tecnico-estetica, o, se
vogliamo, utilitaristica.
A questo punto, però, si rende necessario fare qualche precisazione circa il rapporto che la
Musicologia ha tradizionalmente avuto con i primi lavori dei due compositori, a partire proprio
dalla definizione dell'espressione “primi lavori”: se di Mozart, infatti, abbiamo una buona quantità
di musica scritta già nel pieno del suo periodo infantile, per il Beethoven bambino dobbiamo
accontentarci delle varie descrizioni dell'epoca che ci dipingono molto bene la curiosità del piccolo
Ludwig per l'improvvisazione sui vari strumenti (puntualmente moderata dall'autoritario padre). Se
vogliamo arrivare alle prime composizioni beethoveniane scritte che ci sono rimaste, invece,
dovremo avanzare fino alla sua preadolescenza (grosso modo a partire dai dodici anni
2
). 
Chiarito quindi che l'espressione “primi lavori” si riferisca a due momenti distinti della gioventù dei
compositori, c'è da constatare che, se il primissimo Beethoven, magari anche a causa del  suo stesso
rifiuto di inserire le “indegne” opere giovanili nel catalogo, sia stato più trascurato dalla
Musicologia rispetto al Mozart infante, è anche vero che composizioni di quest'ultimo siano state di
frequente prese solo a paradigma di quanto egli “scrivesse bene” la musica a età che, per un
bambino “normale”, sarebbero di certo risultate improponibili. 
Nel complesso, quindi, si potrebbe affermare che spesso manchi un punto di vista critico, o, se
vogliamo, “compositivo” sui primi lavori dei due maestri, anche -e soprattutto- in funzione di un
confronto con le loro tanto (a ragione) celebrate opere più mature, punto di vista che questa tesi nel
suo piccolo si propone di offrire. 
Per farlo sarà comunque necessario tracciare brevi itinerari biografici del primo Mozart (cap. 1) e
del primo Beethoven (cap. 2), che si soffermeranno però già più sul confronto tra i diversi aspetti
compositivi che poi ritorneranno (o saranno smentiti) nella produzione successiva dei due autori,
che sui fatti biografici in sé. Per delle biografie complete e dettagliate si rimanda invece alla
bibliografia, in particolar modo ai due celeberrimi e utilissimi saggi monografici di Maynard
Solomon (Mozart, 2005 e Beethoven, 1996).
La tesi proseguirà poi con una sezione analitica, nella quale si lavorerà direttamente su due tra i
lavori più significativi della prima fase della vita dei compositori, uno a testa: nello specifico
verranno presi in considerazione la Sinfonia n.25 di Mozart, che chiude idealmente il ciclo delle
composizioni giovanili del maestro e allo stesso tempo ne apre uno nuovo, assolutamente in linea di
continuità con il precedente (cap. 3) e la Sonata WoO 47 n.2 di Beethoven, caratteristico esempio di
un'opera della primissima produzione beethoveniana, quella poi rinnegata dall'artista stesso (cap. 4).
2 Tralasciando in questa sede il fatto che Beethoven sia sempre stato convinto di essere nato due anni dopo la sua 
effettiva data di nascita (concetto chiarito meglio nel cap.2).
2
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Come nasce un compositore? I casi di Mozart e Beethoven

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Informazioni tesi

  Autore: Mariano Russo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Umanistiche
  Corso: Scienze dei beni culturali
  Relatore: Cesare Fertonani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 79

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Parole chiave

musica
infanzia
beethoven
mozart
sinfonia
sonata
compositore
bambini prodigio
periodo zero
evoluzione lineare

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