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Comportamenti controproduttivi nei luoghi di lavoro: ruolo dell'ansia e dell'irritabilità. Contributo empirico.

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Anteprima della tesi: Comportamenti controproduttivi nei luoghi di lavoro: ruolo dell'ansia e dell'irritabilità. Contributo empirico., Pagina 3
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PARTE PRIMA: RIFERIMENTI TEORICI 
 
1. Definizione del costrutto di CWB 
Sebbene molte ricerche sui comportamenti al lavoro si siano focalizzate sui fattori che 
conducono l’impiegato a lavorare in maniera efficace, non dobbiamo dimenticare che 
esistono anche fattori ed azioni che portano a svolgere il lavoro in maniera inefficace e  
distruttiva. 
I CWB (counterproductive work behaviour) consistono infatti in azioni volitive che 
danneggiano o cercano di danneggiare  l’organizzazione (in questo caso le persone 
sono vittime indirette) per cui si lavora o le persone con cui si lavora (collaboratori, 
clienti e supervisori). I maggiori CWB sono: l’aggressione fisica e verbale contro gli altri, 
l’ostilità, il sabotaggio, il furto, svolgere le proprio mansioni in modo errato 
intenzionalmente, il cattivo uso e distruzione della proprietà le assenze, creare dei 
problemi ai supervisori, chiamare per avere un giorno di malattia anche se non si è 
malati, i ritardi e il turnover. La caratteristica chiave di questi tipi di comportamenti è che 
sono azioni intenzionali e non accidentali, sono comportamenti che vanno contro gli 
interessi legittimi dell’organizzazione (Sackett’s, 2002). Ciò significa che, se una 
prestazione è scadente ma non volutamente (ad esempio per causa di uno scarso 
possesso di competenze o strumentazioni) non è un CWB, perché l’intenzione 
dell’individuo non è quella di svolgere male il proprio lavoro, ma ciò accade per una sua 
impossibilità a fare diversamente. Se non è presente l’intento di lavorare in modo 
inefficace e se il danno all’organizzazione non è il risultato di azioni intraprese 
intenzionali, allora non si può parlare di CWB. 
I CWB sono stati studiati secondo diverse prospettive, usando diversi termini per riferirsi 
a loro, ricoprendo così la maggior parte di atti dannosi, tra cui l’aggressione, la 
devianza, la vendetta, il mobbing, il bullismo, l’abuso emotivo e la ritorsione. Il ―CWB‖ 
quindi è un termine generale che riunisce diversi costrutti affini, ma ben diversi. Ad 
esempio è molto simile al concetto di aggressione sul posto di lavoro, (Neuman & 
Baron, 1997, 1998; O’Leary-Kelly, Griffin & Glew, 1996; Spector 1975, 1978) 
caratterizzato da comportamenti che mirano a danneggiare l’organizzazione e le 
persone con cui si lavora. La distinzione con i CWB riguarda il fatto che questi ultimi 
non richiedono uno specifico scopo di danneggiare, ma è sufficiente l’intenzione di 
mettere in atto il comportamento.  
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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Troncarelli
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Formazione, Comunicazione e Innovazione nei contesti sociali ed organizzati
  Relatore: Claudio Barbaranelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

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comportamenti lavoro
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