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Comportamenti controproduttivi nei luoghi di lavoro: ruolo dell'ansia e dell'irritabilità. Contributo empirico.

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Anteprima della tesi: Comportamenti controproduttivi nei luoghi di lavoro: ruolo dell'ansia e dell'irritabilità. Contributo empirico., Pagina 7
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Nel cuore del modello c’è la connessione che va dall’ambiente alla percezione, con 
ripercussioni sulle emozioni, per giungere poi ai CWB, messi in atto intenzionalmente e 
subito o in un secondo momento. Il processo inizia a sinistra con gli stressors causati 
dall’ambiente di lavoro, lo stress è una condizione ambientale che porta a reazioni 
emotive negative (Spector, 1998). E’ importante ai fini della comprensione del modello, 
la distinzione tra stress ambientali e stress percepiti, lo stress ambientale è una 
caratteristica obiettiva del contesto lavorativo che tende ad essere percepito come uno 
stress dai dipendenti. Per quanto riguarda gli stress percepiti, questi mostrano una 
correlazione con le emozioni negative, per questo motivo è infatti considerato più critico 
degli stress ambientali. In ogni caso questo non significa che gli stressor ambientali non 
siano importanti, anzi: il processo sottostante che collega la realtà oggettiva alle 
percezioni e alle risposte emotive è un tema di grande rilevanza per la ricerca (Frese & 
Zapf, 1999; Schaubroeck, 1999). 
Inoltre le persone che siano a lavoro o no, monitorano i loro ambienti, e gli stimoli con le 
informazioni sono continuamente percepiti ed interpretati (Lazarus & Folkman, 1985) - 
processo di valutazione - con il quale le persone interpretano le situazioni come stress.  
Altro elemento importante è il grado con cui l’individuo percepisce una minaccia al 
benessere, il grado con cui le situazioni possono interferire con gli obiettivi o con le 
attività future, e le attribuzioni individuali delle cause degli eventi. Perrewé e Zellars 
(1999) hanno discusso come specifiche attribuzioni possano scaturire in varie emozioni 
negative. Per esempio l’insuccesso nello svolgere un compito correttamente può 
condurre ad un senso di colpa se l’individuo attribuisce la causa alla sua mancanza di 
sforzo o, alla rabbia se l’insuccesso è attribuito alle richieste irragionevoli del 
supervisore. Martinko, Gundlach e Douglas (2002) hanno studiato in dettaglio il ruolo 
delle attribuzioni nei CWB, evidenziandone il ruolo fondamentale nella maggior parte 
delle teorie. 
Sebbene la valutazione sia un processo altamente individuale, ci sono classi di eventi e 
situazioni che possono essere considerati stress obiettivi perché tendono ad essere 
percepiti come stress dalla maggior parte delle persone. Frese (1985) ha confrontato il 
report sugli elementi stressanti di un lavoratore, con quelli di osservatori e colleghi, 
riscontrando una convergenza da 0,30 a 0,61. Anche Kirmeyer (1988) ha trovato una 
correlazione di 0,59 tra le misure oggettive del carico di lavoro e quelle percepite dal 
lavoratore. Allo stesso modo, Spector (1992) ha condotto una meta-analisi 
considerando gli studi in cui era stata esaminata tale convergenza, studi nei quali quindi 
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Informazioni tesi

  Autore: Alessia Troncarelli
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Formazione, Comunicazione e Innovazione nei contesti sociali ed organizzati
  Relatore: Claudio Barbaranelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

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