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Comunicare l'immagine nel museo contemporaneo. Tra percezione ed estetica della ricezione

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destinatario cosicché il messaggio venga compreso; e infine il contatto che permette di 
mantenere la comunicazione tra mittente e destinatario. L’autore continua poi la sua 
teoria affermando che questi sei elementi danno origine ad altrettante funzioni 
linguistiche, le quali cambiano in base all’ordine gerarchico secondo cui questi fattori 
vengono utilizzati. Le funzioni principali del linguaggio sono tre: la funzione 
referenziale, la funzione emotiva e la funzione conativa. La funzione referenziale è 
orientata verso il contesto, cioè oltre la realtà linguistica. I messaggi prodotti secondo 
questa funzione tendono principalmente a trasmetterci un’informazione. La funzione 
emotiva è invece indirizzata verso l’emittente. Questa funzione ha principalmente lo 
scopo di suscitare l’impressione di un’emozione determinata, ovvero l’atteggiamento 
rispetto a ciò di cui si parla. Infine la funzione conativa si concentra sul destinatario. 
Questa funzione trova espressione in frasi imperative, esortative o vocative. Queste tre 
funzioni sono però sostanzialmente ampliamenti che l’autore fece nei confronti del 
modello tradizionale del linguaggio elaborato dal filosofo Karl Bühler. Nello schema 
creato da Jakobson la novità risiede nel fatto che l’autore focalizzò l’attenzione su 
ulteriori funzioni: fatica, metalinguistica e poetica. La funzione fatica si utilizza 
essenzialmente con lo scopo di prolungare, mantenere o riattivare il contatto, cioè la 
comunicazione con l’altro soggetto. La funzione metalinguistica si ha ogni volta che il 
discorso è focalizzato sul codice. Questa funzione fa sì che il codice stesso diventi 
l’oggetto della comunicazione. Infine Jakobson parla della funzione poetica. Questa 
funzione si individua in quei discorsi dove l’accento è posto sul messaggio, mettendo in 
risalto la specificità del segno linguistico rispetto al suo riferimento all’oggetto reale 
comunicato. Secondo l’autore la funzione poetica non si trova solamente in poesia ma in 
ogni atto comunicativo dove si desidera produrre un messaggio stilisticamente valido ed 
esteticamente efficace. L’autore ci porta l’esempio degli slogan pubblicitari, i quali si 
servono di schemi linguistici tipicamente poetici al di fuori del loro consueto contesto di 
appartenenza.  
Ci siamo fin qui soffermati sul modello di comunicazione verbale con lo scopo di 
illustrare come queste funzioni siano valide anche quando si parla di comunicazione 
visiva, cioè quella forma di comunicazione che avviene per mezzo delle immagini. La 
nostra intera vita sociale si fonda sulla possibilità di vedere: ogni giorno siamo 
bombardati da migliaia d’immagini che si offrono ai nostri occhi con lo scopo di

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Informazioni tesi

  Autore: Siria Grasselli
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2018-19
  Università: Accademia di Belle Arti
  Facoltà: Dipartimento Arti Visive
  Corso: Pittura
  Relatore: Micla  Petrelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 67

FAQ

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Parole chiave

comunicazione
percezione
empatia
museo contemporaneo
neuroni specchio
rudolf arnheim
semir zeki
psicologia gestalt
estetica della ricezione
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