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Concorso esterno in associazione mafiosa e principio di legalità convenzionale: il problematico adeguamento dell’ordinamento italiano alla sentenza della Corte Europea Dei Diritti Dell’Uomo sul caso Contrada c. Italia

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Anteprima della tesi: Concorso esterno in associazione mafiosa e principio di legalità convenzionale: il problematico adeguamento dell’ordinamento italiano alla sentenza della Corte Europea Dei Diritti Dell’Uomo sul caso Contrada c. Italia, Pagina 4
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CAPITOLO I 
EVOLUZIONE GIURISPRUDENZIALE DELLA FIGURA DEL 
CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE MAFIOSA 
 
 
Sommario:  
1. Premessa. 2. Il concorso eventuale nei reati associativi: la situazione 
antecedente l’intervento delle Sezioni Unite del 1994. 3. La sentenza «Demitry» 
e l’affermazione della c.d. teoria della fibrillazione. 4. Il superamento del 
«modello emergenziale» con l’ulteriore intervento delle Sezioni Unite nel 2003. 
5. Il traguardo definitivo raggiunto con la sentenza «Mannino bis» delle Sezioni 
Unite. 6. Le critiche alla sentenza Mannino del 2005 e la giurisprudenza 
successiva. 7. Verso la tipizzazione legislativa del concorso esterno in 
associazione mafiosa: un cantiere ancora aperto. 
 
1. Premessa 
Il dibattito sulla configurabilità del concorso eventuale (c.d. esterno) 
nel reato associativo di tipo mafioso nasce storicamente, da un lato, 
dall’esigenza - repressiva - di non lasciare impunite quelle condotte di 
contiguità alla mafia caratterizzate da forme di sostegno al sodalizio 
difficilmente punibili mediante il ricorso alla fattispecie associativa, in 
quanto realizzate da soggetti che non ne fanno parte
1
, e, dall’altro, 
 
1
 Dal punto di vista criminologico si evidenzia, infatti, come il vero ‘capitale sociale’ 
delle mafie sia costituito dai legami intessuti dall’organizzazione strictu sensu intesa con 
soggetti estranei alla stessa, appartenenti al mondo dell’imprenditoria, della politica o, 
più genericamente, delle Istituzioni (es. Forze dell’ordine, Magistratura). In tale contesto, 
al concetto di «area grigia», da tempo impiegato con riferimento a quelle persone che non 
sono affiliate al sodalizio mafioso ma comunque in rapporto di stretta collaborazione con 
questo, si è affiancato quello di «sistema criminale», che esprime la diffusione di 
soggettività criminali complesse, cioè composte da molteplici figure non tutte provenienti 
dal mondo gangsteristico ma ugualmente disponibili a stringere patti illeciti di reciproco 
scambio. Cfr. sul punto R. SCARPINATO, Sistemi criminali, in A. DINO - L. PEPINO 
(a cura di), Sistemi criminali e metodo mafioso, Milano, 2008, p. 166 e ss.; già similmente, 
S. BOEMI, (intervista a), L’Unità, 5 agosto 2007, ove l’ex procuratore della DDA reggina 
così affermava: «Si tratta di un modello integrato di capacità criminali individuali e 
collettive, una sorta di tavolo di lavoro dove siedono figure diverse, non tutte 
necessariamente mafiose».

Informazioni tesi

  Autore: Carlo Fareri
  Tipo: Tesi di Specializzazione/Perfezionamento
Specializzazione in Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali
Anno: 2019
Docente/Relatore: Francesco Jacinto
Istituito da: Università Mediterranea di Reggio Calabria
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 125

FAQ

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c. eur. dir. uomo, sez. iv, sent. 14 aprile 2015
art. 630 c.p.p., art. 673 c.p.p., art. 666 c.p.p.
art. 7 cedu, irretroattività della legge penale
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concorso esterno in associazione mafiosa
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