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Consenso e rifiuto informati al trattamento medico

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Anteprima della tesi: Consenso e rifiuto informati al trattamento medico, Pagina 3
4 
 
Le vicende di chi rifiuta una trasfusione di sangue per motivi religiosi anche quando 
funzionale al mantenimento in vita, o il caso molto dibattuto della donna che nel 2004 
ha rifiutato l’amputazione di un arto andando incontro alla propria morte, hanno 
dimostrato, anche nella pratica, come sia impossibile imporre un trattamento contro la 
volontà del paziente.  
 
2.  Il principio del “consenso informato” nell’ordinamento giuridico 
italiano 
Il consenso informato costituisce il mezzo per far acquisire al paziente consapevolezza 
della propria condizione, per renderlo partecipe del processo terapeutico, e quindi 
protagonista attivo di esso
2
. Il consenso va considerato come un aspetto fondamentale 
nel rapporto medico-paziente, venendosi a configurare tra il sanitario e il malato una 
sorta di contratto di prestazione d’opera: il primo ha il dovere di informare il secondo in 
modo chiaro, preciso e comprensibile su quanto intende fare e sulle probabili 
conseguenze derivanti dal trattamento, e il paziente deve decidere in maniera libera e 
consapevole.  
Il principio etico-giuridico del consenso informato fu enunciato per la prima volta nel 
1914 (caso Schoendroff) dal giudice americano Benjamin N. Cardoso con le seguenti 
parole: “ogni essere umano adulto e sano di mente ha diritto di decidere ciò che sarà 
fatto sul suo corpo, e  un chirurgo che effettua un intervento senza il consenso del suo 
paziente commette un’aggressione per la quale è perseguibile per danni”.  
Il terreno americano fu di più fertile fioritura per una pratica legalmente sostenuta dal 
consenso, soprattutto a causa del tipo di Sistema Sanitario, il cui carattere contrattuale a 
sfondo assicurativo privato, diffuse in breve tempo il costume della piena informazione 
dei pazienti sottoposti a trattamenti medici. 
In Italia l’affermazione del principio del consenso informato è stata più lenta e si 
deve principalmente ad una intensa e creativa opera interpretativa compiuta dalla 
giurisprudenza, la quale, come vedremo, ne ha individuato il fondamento giuridico 
direttamente nella Costituzione: nell’art. 13, che afferma l’inviolabilità della persona, 
come libertà nella quale è postulata la sfera di esplicazione del potere di disporre del 
                                                           
2
 FERRANDO, voce Consenso Informato, in Il diritto – Enciclopedia giuridica del sole 24 ore, PATTI (diretta da), 
vol. III, Milano, p. 745.

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Valerio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Angelo Carmona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 246

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