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Consenso e rifiuto informati al trattamento medico

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Anteprima della tesi: Consenso e rifiuto informati al trattamento medico, Pagina 7
8 
 
terapeutica, consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento, in cui è 
contenuta una disciplina piuttosto esplicita e dettagliata in relazione al tema in esame.   
Il disegno di legge è attualmente all’esame della Camera e nell’attesa che si concluda 
il relativo procedimento legislativo, non ci resta che esaminare, de iure condito, quello 
che ci offre l’attuale panorama normativo.  
 
2.2.  Il codice di deontologia medica 
In relazione al consenso informato, in Italia, le norme più esplicite e complete si 
ritrovano nel codice di deontologia medica, la disciplina cui ogni professionista si deve 
attenere.  
Pur non essendo un atto legislativo, è chiaro che il giudice, nel valutare il 
comportamento del medico, ne apprezzerà la rispondenza anche al codice deontologico, 
tanto più che una tale codificazione del principio in discussione è intervenuta 
nell'ambito di una nutrita giurisprudenza che ha imperniato proprio sulla corretta 
informazione del paziente e sul suo previo consenso la liceità dell'intervento medico. 
Il codice di deontologia medica approvato dal Consiglio Nazionale della Federazione 
dei Medici e degli Odontoiatri il 24-25 giugno 1995 aveva stabilito, all’art. 29, che “la 
volontà del paziente, liberamente e attualmente espressa, deve informare il 
comportamento del medico, entro i limiti della potestà, della dignità e della libertà 
professionale”. La lettera della norma induceva a ritenere come, pur attraverso il 
riconoscimento della volontà del paziente, fosse considerata preminente la tutela della 
potestà e della libertà professionale
5
. In quest’ottica il rapporto medico-paziente veniva 
ancora inteso secondo una logica paternalistica, in base alla quale il medico poteva agire 
per il malato ove avesse ritenuto, secondo scienza e coscienza, l’intervento utile alla sua 
salute. 
Il Codice deontologico successivo, approvato il 3 ottobre 1998, ha rivisitato il 
concetto di consenso informato. L’art. 30 di tale Codice ha previsto che il medico debba 
fornire al paziente “la più idonea informazione sulla diagnosi, sulla prognosi, sulle 
prospettive e le eventuali alternative diagnostico-terapeutiche e sulle prevedibili 
conseguenze delle scelte operate”. L’art. 32 ha stabilito che “il medico non debba 
intraprendere alcuna attività diagnostica e/o terapeutica senza l’acquisizione del 
                                                           
5
 OCCHIPINTI, Tutela della vita e dignità umana, Utet giuridica, Torino, 2008, p. 49.
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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Valerio
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2008-09
  Università: Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Angelo Carmona
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 246

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