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Conservazione e impianti; per un approfondimento della conservazione della componente impiantistica nel patrimonio esistente

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Anteprima della tesi: Conservazione e impianti; per un approfondimento della conservazione della componente impiantistica nel patrimonio esistente, Pagina 10
Impianto idrosanitario  le soluzioni del XIX° sec. 
 
7
 
Le cisterne sono costruite in muratura con pareti impermeabili e coperte all’esterno da 
uno strato di argilla grassa ben costipata e ricoperte internamente con cemento lisciato o 
con piastrelle di maiolica, con la copertura atta a proteggere l’acqua dai geli e dai raggi 
solari. 
Importante è la collocazione della cisterna che si trova in un luogo ben ombreggiato, ma 
non umido, solitamente all’esterno degli edifici, con il terreno attorno inclinato in modo 
da scolare l’acqua lontano dalla cisterna. 
Il dimensionamento della cisterna è fatto in base al consumo giornaliero e dalle 
immissioni di acqua piovana. 
 
I pozzi 
L’acqua attinta dai pozzi è usata anche a fini domestici, è attinta dalla falda freatica. La 
qualità dell’acqua attinta dipende non solo dalla falda ma anche dalla posizione e dalla 
profondità del pozzo rispetto al terreno e dal modo in cui è stato costruito. “Riguardo 
all’ubicazione del pozzo si tratta di badare se l’acqua pluviale che penetra negli strati di 
terreno, circostanti il pozzo, possa essere inquinata da liquidi immondi [fosse nere, 
cloache] od impuri “  
La costruzione del pozzo segue regole  dettate dall’orografia, dal terreno, e dalla falda 
oltre che dal metodo di perforazione del terreno dai materiali costituenti il pozzo, dalla 
profondità, ecc.…, solitamente si usano pozzi poco profondi in vicinanza degli abitati, 
mentre i pozzi profondi. 
I pozzi si distinguono in : 
Pozzi a canna o gola: in muratura, di limitata profondità, e Pozzi Artesiani (di 
invenzione più recente) di maggiore profondità ed eseguiti in metallo. 
La scelta dell’uno o dell’altro pozzo è determinata dalla natura e quantità dell’acqua 
oltre che dall’ubicazione del pozzo, dal quale dipende il sistema di trasporto dell’acqua 
e dal costo. 
“[…] mentre  una volta i pozzi a gola formavano la regola, in questi ultimi tempi [primi 
del ‘900] i pozzi tubolari vennero acquistando maggior voga, specialmente nelle città 
ove l’inquinamento del terreno va facendosi sempre più grave. I pozzi tubolari, anche 
facendo astrazione della miglior qualità dell'acqua che essi forniscono , offrono il 
vantaggio di una rapida ed economica costruzione”
9
.  
 
Pozzi a canna o a gola (da 1 a 10 metri) 
Si usano per terreni dove lo strato acquifero è poco profondo e il terreno poco ricco 
d’acqua, terreni sabbiosi, terreni argillosi o cretacei attraversati da filoni di sabbia 
acquifera; il pozzo serve anche come serbatoio di raccolta.  
La profondità della canna e il diametro  sono determinati dal fondo del terreno 
(sabbioso o ghiaioso) e dal livello minimo dell’acqua dal quale dipende la massima 
immersione della valvola di fondo (o d’aspirazione). 
 
Esistono pozzi a gola in legno, anche se sono sempre in pietra (lavorate o non lavorate) 
o in muratura (mattoni  di forma usuale o di forma apposita foggiati a cune per i pozzi 
molto stretti), o in entrambi i materiali . Come legante si usa, in particolare per la 
muratura,  malta idraulica o di cemento , per i pozzi in pietrame è possibile trovare 
come legante soltanto argilla e borracina. La gola è composta da tre parti: corona di 
                                                 
9
 ibidem pg 335 
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Informazioni tesi

  Autore: Kristian Fabbri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Dezzibardeschi Marco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 432

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Parole chiave

conservazione impianti
fisica tecnica ambientale
impiantistica
recupero impianti
restauro impianti
sostenibilità

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