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Conservazione e impianti; per un approfondimento della conservazione della componente impiantistica nel patrimonio esistente

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Anteprima della tesi: Conservazione e impianti; per un approfondimento della conservazione della componente impiantistica nel patrimonio esistente, Pagina 14
Impianto idrosanitario  le soluzioni del XIX° sec. 
 
11
 
Negli anni tra le due guerre l’uso delle cisterne e pozzi per la raccolta dell’acqua tende a 
essere sostituito dall’acquedotto anche nelle piccole città, vengono fatte grandi opere di 
bonifica e costruzione di acquedotti sotto il regime fascista, anche la legislazione si 
occupa delle acque. 
Già nei primi anni del ‘900 la legislazione si era occupata di opere idrauliche con il 
R.D. del 25 luglio 1904, n.523-T.U delle disposizioni di legge intorno alle opere 
idrauliche delle diverse categorie-
16
 ; mentre è del 1933 il “Testo Unico sulle Acque e 
Impianti Elettrici” 
17
a cui seguiranno altri decreti  specifici, fino al regolamento del 
1937 “ Sulle Opere Idrauliche e Di Bonifica
18
 
 
Questo è il periodo in cui si ha il maggiore interesse, nei testi tecnici, per le 
problematiche inerenti la provvista dell’acqua; successivamente si darà per scontato 
l’approvvigionamento mediante acquedotto considerando l’uso dei pozzi solo per gli 
abitati sparsi, e le cisterne solo per l’irrigazione e l’allevamento. 
Nel testo di A.Gallizio (1945)
19
 si descrivono i sistemi di somministrazione dell’acqua, 
mentre, per quel che riguarda l’approvvigionamento, si limita ad elencare i consumi 
medi, massimi e minimi necessari , suddivisi per orari, numero di occupanti e tipo di 
edificio. 
Una volta risolto il problema di dove prendere l’acqua occorre risolvere quello inerente 
l’allacciamento alla rete domestica, il suo trasporto, elevazione e misurazione per il 
pagamento dell’acqua fornita. 
Sempre nel periodo tra fine ‘800 e primi del 1900 diverse sono le soluzioni adottate in 
relazione anche alla fonte da cui si attinge l’acqua, solitamente pozzi. 
L’acqua o viene raccolta, dai pozzi, in recipienti trasportabili con l’uso di apparecchi 
elevatori, secchi o pompe aspiranti; oppure l’acqua viene elevata in un serbatoio e da 
qui distribuita nell’edificio, in questo caso per elevare l’acqua si usano della pompe 
prementi. 
                                                 
16
 T.U 25 VII 1904 n. 523 
Capo I_ dei fiumi, torrenti, laghi e colatori naturali 
Capo II e III_ disposizioni generiche per le opere di ogni categoria 
Capo IV_ degli argini ed altre opere che riguardano il regime delle opere pubbliche  
Capo V _ Scoli artificiali 
Capo VI –[...] 
Altri provvedimenti : 
R.D. 19 novembre 1921, n. 1688 Modificazione dei T.U. 
R.D. 14 agosto 1920, n. 1285 regolamento per le derivazioni e l’utilizzo di acque pubbliche 
D.M. 16 Dicembre 1923_ Norme per la compilazione dei progetti di massima e di esecuzione a corredo di 
domande per grande e piccole derivazioni d’acqua. 
Tratti da: “Acque e impianti elettrici”, Milano, Pirola, 1954 
17
 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775 _ Testo Unico  sulle acque e impianti elettrici: 
Titolo I Norme sulle derivazioni e utilizzazioni delle acque pubbliche 
 Capo I Concessioni e riconoscimenti di utenze 
 Capo II Consorzi di utilizzazione delle acque pubbliche 
Capo III Provvedimenti speciali per la costruzione di serbatoi e laghi artificiali 
Titolo II [...] 
Tratti da: “Acque e impianti elettrici”, Milano, Pirola, 1954 
18
 R.D. 9 dicembre 1937, n.2669_ regolamento sulla tutela di opere idrauliche di 1a e 2a categoria e delle 
opere di bonifica. 
Disposizioni preliminari [...] 
Tratti da: “Acque e impianti elettrici”, Milano, Pirola, 1954 
19
A. Gallizio “Impianti sanitari” Milano, Hoepli, 1945 
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Informazioni tesi

  Autore: Kristian Fabbri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1997-98
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Dezzibardeschi Marco
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 432

FAQ

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Parole chiave

conservazione impianti
fisica tecnica ambientale
impiantistica
recupero impianti
restauro impianti
sostenibilità

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