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Da nido delle aquile a porta dei Balcani. Prospettive di sviluppo dell'Albania sulla strada dell'integrazione europea

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Anteprima della tesi: Da nido delle aquile a porta dei Balcani. Prospettive di sviluppo dell'Albania sulla strada dell'integrazione europea, Pagina 10
 18
regione serba del Kosovo, nella Macedonia occidentale, nei territori montenegrini 
intorno al Lago di Scutari e quelli greci dell’Epiro meridionale.
35
   
Una conferenza degli ambasciatori avrebbe provveduto a definirne i confini 
territoriali e a redigere uno statuto, scegliendo per l’Albania la forma del principato 
sovrano, autonomo ed ereditario in linea di primogenitura. La neutralità del nuovo stato 
è posta sotto la garanzia delle sei potenze con l’esclusione dell’Impero ottomano, che 
perde qualsiasi legame con l’Albania.  
Il controllo dell’amministrazione civile e del bilancio è affidato a una commissione 
internazionale composta di sette membri, uno albanese e uno in rappresentanza di 
ciascuna delle sei potenze garanti, incaricata di elaborare un progetto per 
l’organizzazione della pubblica amministrazione e di controllare, in attesa della nomina 
del principe, il comportamento delle autorità nazionali. La gendarmeria è, invece, 
affidata al comando di ufficiali svedesi.
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Il 28 novembre 1913, in occasione del primo anniversario della dichiarazione 
d’indipendenza da parte del Congresso Nazionale Albanese
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, le Grandi Potenze 
designano come principe d’Albania Guglielmo di Wied, appartenente a una famiglia 
protestante della Prussia renana, nipote della regina di Romania e sposato con una 
Schönburg-Waldenburg. La religione del principe è ritenuta un elemento di imparzialità 
e di equilibrio in un paese come l’Albania, popolato da musulmani, ortodossi e cattolici. 
Il 10 aprile 1914 a Valona la commissione internazionale approva definitivamente lo 
Statuto dell’Albania, che consta di 216 articoli divisi in capitoli (L’Albania e il suo 
territorio, Il sovrano, La popolazione, La legislazione, Gli organi di governo, Le 
finanze, I lavori pubblici, La forza armata, La giustizia, Il culto, L’istruzione pubblica, 
La proprietà fondiaria, Agricoltura, commercio e industria, Poste, telegrafi e telefoni, 
Le relazioni estere, Il contenzioso amministrativo).
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La presenza di un principe straniero al vertice del nuovo stato consente un costante 
controllo della politica interna da parte delle Grandi Potenze e garantisce la stabilità in 
un’area politicamente difficile attraversata da interessi diversi e contrastanti. Tuttavia, 
Guglielmo di Wied incontra notevoli difficoltà per la sua scarsa comprensione 
dell’intricata situazione albanese, il suo prestigio è limitato e il suo potere si fonda solo 
ed esclusivamente sulla volontà esterna delle Grandi Potenze e sulla presenza effettiva 
dei membri della commissione internazionale.  
Egli si appoggia ai latifondisti, la componente più conservatrice della società, ed è 
affiancato da un gabinetto composto da diplomatici europei poco attenti agli affari 
albanesi e, soprattutto, culturalmente lontani dalla mentalità di quel popolo, mentre la 
commissione internazionale esercita le proprie funzioni di supervisione e di controllo 
dell’amministrazione del paese. L’esistenza di centri di potere diversi e in conflitto tra 
loro determina la paralisi dell’azione governativa, che favorisce il mantenimento dello 
status quo e una sostanziale incapacità nella gestione delle relazioni esterne.  
Lo Statuto dell’Albania è il primo, fondamentale passo per realizzare, attraverso la 
certezza del diritto, l’aggregazione di un corpo sociale poco omogeneo e con contrasti 
rilevanti. A una classe ancora feudale, ricca e in grado di essere politicamente rilevante, 
si contrappone la massa dei contadini legati alla terra, ridotti alla povertà dallo stato 
permanente di guerra e facilmente influenzabili dalla propaganda estremista sia politica 
che religiosa.  
Lo Statuto costituisce la legge fondamentale del principato e ricalca modelli 
costituzionali già esistenti. Esso garantisce i diritti di proprietà con il solo limite della 
                                                 
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 ORLANDO Cristiano, op. cit., p. 22 
36
 Ivi, pp. 87-88 
37
 Il Congresso Nazionale Albanese è l’assemblea dei sudditi albanesi membri dell’organo parlamentare 
dell’Impero ottomano che, riunitasi a Valona il 28 novembre 1912, proclama l’indipendenza dell’Albania. 
38
 BIAGINI Antonello, op. cit., p. 91 

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Lecis
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Gianfranco Bottazzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

FAQ

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