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De Pisis al museo. Dalla collezione privata all'esposizione pubblica

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Anteprima della tesi: De Pisis al museo. Dalla collezione privata all'esposizione pubblica, Pagina 11
 12
La miniatura 
 
Una grande intesa accomuna Filippo con il suo secondo maestro di 
pittura: Giovan Battista Longanesi-Cattani. Quest’ultimo fu titolare 
della cattedra di plastica alla scuola “Dosso Dossi”
18
. Un insegnante 
attratto più dalla grafica che non dalla pittura e probabilmente fu lui ad 
introdurre la pratica della miniatura presso il giovane de Pisis. 
L’estroso maestro, abilissimo nel realizzare ritratti in miniatura su 
carta, si dedico anche alla realizzazione di pergamene miniate
19
. La 
“Gazzetta ferrarese” del 25 maggio 1911 informa che per il giubileo 
sacerdotale del cardinal Boschi, Longanesi fu incaricato d’eseguire 
una pergamena commemorativa “in istile Quattrocento”
20
. Fu dunque 
lui ad instillare nel suo dotato allievo l’amore per la decorazioni degli 
antichi messali, per la pergamena recuperata, per le lacche, per i colori 
acquerellati, per i caratteri minuti. E proprio in relazione a questa arte 
figurativa provengono le prime committenze di de Pisis: esegue 
nell’ottobre-novembre del 1912 un codicetto col “Cantico delle 
creature” per il conte Grosoli
21
, e nell’autunno del 1913 per ricordare 
il 25° anniversario della filodrammatica “Silvio Pellico” nel Teatro del 
Seminario di Ferrara fu offerta dai consiglieri al presidente un’artistica 
pergamena del giovane Luigi Tibertelli
22
.  
 In quegli anni si assistette ad un revival della miniatura: 
uscirono manuali per insegnare questa tecnica, mentre le riviste 
specializzate dedicavano all’argomento articoli e approfondimenti. Al 
di là di questo de Pisis manifesta una sua autonomia stilistica: studia 
gli originali alla biblioteca e nel Museo Civico di Ferrara, 
                                                           
18
 L. Scardino, De Pisis pubblicista, Ferrara, 1997, p 13 
19
 Ibid., p 13 
20
 Ibid., p 14. Un’artistica pergamena, in “Gazzetta Ferrarese”, 25 maggio 1911. 
21
 Ibid., p 15. San Francesco d’Assisi, Cantico delle creature, prefazione di Carlo Bo 
al codice illustrato da Filippo de Pisis, Ferrara, 1992. 
22
 Ibid., p 15. La filodrammatica “Silvio Pellico”, in “La domenica dell’operaio”, 7 
dicembre 1913 

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De Pisis al museo. Dalla collezione privata all'esposizione pubblica

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Informazioni tesi

  Autore: Orsola Chiaradia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere
  Relatore: Andrea Emiliani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 164

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