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Denominazioni di origine e indicazioni geografiche: la protezione della proprietà intellettuale all'interno dell'Unione Europea e dell'Organizzazione Mondiale del Commercio

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geografici6. Tali disposizioni possono essere considerate come un primo livello, basico, di 
protezione giuridica dei segni di origine geografica. 
 
L‟altro merito della Convenzione di Parigi è di aver formalizzato la distinzione tra i 
marchi di fabbrica o di commercio e i segni di origine. Un marchio è un diritto di utilizzo 
esclusivo detenuto da un‟impresa (o gruppo di imprese in caso di marchio collettivo). Una 
volta che un‟impresa ha registrato un marchio, può sostituire una o più fasi della 
produzione nel luogo desiderato. Il marchio identifica l‟impresa di origine, ma non il luogo 
geografico di origine delle merci. Per contro, un segno di origine può essere utilizzato da tutti i 
produttori presenti nell‟area geografica indicata. Il segno di origine definisce quindi il luogo 
di produzione ma non per forza l‟impresa di origine. La Convenzione non contiene una 
definizione precisa e univoca di denominazione di origine, limitandosi a far intendere che vi 
è una differenza sostanziale tra i marchi da una parte e le indicazioni di provenienza o le 
denominazioni di origine dall‟altra. La Convenzione di Parigi ha dovuto essere integrata da 
due accordi7. 
 
La terminologia della Convenzione è stata mantenuta nell‟Accordo di Madrid del 14 
aprile 1891 sulle « indicazioni di provenienza false o fallaci » e nell‟Accordo di Lisbona del 31 
ottobre 1958 riguardante « la protezione delle denominazioni di origine e la loro 
registrazione internazionale ». L‟accordo di Madrid ha avuto il merito di introdurre un 
grado più elevato di protezione. Esso ha proibito l‟importazione dei segni di origine fallaci, 
ovvero indicazioni di provenienza o denominazioni di origine in grado di indurre in errore i 
consumatori quanto alla vera origine dei prodotti. Questo secondo livello di protezione non è 
stato perfetto. Infatti, per i produttori poco onesti, l‟ostacolo è stato facilmente superato 
grazie al ricorso a traduzioni linguistiche dei diversi segni di origine o ad espressioni 
delocalizzanti quali « tipo », « made in », « alla maniera », « genere », in grado di riorientare i 
consumatori verso la vera origine dei prodotti (« tipo parmigiano made in England », « 
genere champagne fabbricato in Germania », « gruviera prodotto in Belgio »). 
 
È stato necessario attendere sessantacinque anni dopo la Convenzione di Parigi per 
avere, grazie all‟Accordo di Lisbona, una definizione chiara e precisa di denominazione di 
origine8. Uno dei grandi meriti di tale accordo è di aver introdotto un terzo livello di 
protezione giuridica delle denominazioni di origine, un livello detto assoluto. Esso proibisce 
ogni usurpazione o imitazione delle denominazioni di origine, anche se i consumatori non 
sono suscettibili ad essere indotti in errore quanto alla vera origine dei prodotti. In altri 
termini, esso vieta le traduzioni dei segni di origine e l‟aggiunta di termini quali « tipo », « 
made in », « alla maniera », « genere ». Tuttavia, il livello assoluto di protezione delle 
denominazioni di origine, previsto dall‟Accordo di Lisbona, è limitato ai sistemi giuridici dei 
17 Stati che lo hanno siglato, contro i 31 Stati firmatari dell‟Accordo di Madrid e i 117 della 
                                                          
6
 AUDIER Jaques, Indications géographiques, Lussemburgo : Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle 
Comunità Europee, 2000, p. 11. 
7
 Ibidem. 
8
 Accordo di Lisbona 1958, Articolo 2: 
Definizione delle nozioni di denominazione di origine e paese di origine 
1) Ai sensi del presente accordo, per denominazione di origine si intende la denominazione geografica di un paese, di una 
regione o di una località per indicare un prodotto che ne è originario e la cui qualità o i caratteri sono esclusivamente o 
essenzialmente dovuti all’ambiente geografico, inclusi i fattori naturali e umani. 
2) Il paese di origine è quello il cui nome o nel quale è collocata la regione o la località il cui nome costituisce la 
denominazione di origine che ha dato al prodotto la sua notorietà. 

Informazioni tesi

Traduttore: Marco Casella
  Autore: Manente Manuele Angelo
  Tipo: Traduzione
  Anno: 2006
  Università: Institut Europeen de l' Universite de Geneve
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

Questo documento è una traduzione dall'originale:

"Appellations d'origine et indications géographiques : la protection de la propriété intellectuelle au sein de l'Union européenne et de l'Organisaiton mondiale du commerce"

FAQ

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