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Determinanti della stabilità macroeconomica in Argentina: il ruolo della struttura dell’export e del tasso di cambio

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Solo grazie all’aiuto del primo riesce a collocare i propri bonds dopo il default del 2001. In cambio, 
Kirchner coopera a gran parte dei progetti chauvisti: Telesur, Petrosur, Banco del Sur, ecc., volti 
soprattutto a contrastare l’attuazione del Project for Americas e la creazione di una Zona di Libero 
Scambio delle Americhe (FTAA), per estensione del NAFTA (North American Free Trade 
Agreement), che già unisce USA, Messico e Canada e cui sono associati Cile, Perù e Uruguay. Di 
conseguenza, oltre che condannarsi all’isolamento, l’Argentina non attira il flusso d’investimenti 
diretti esteri (IDE) che sarebbero necessari per la sua crescita. La scarsa attrattività del sistema-
paese contribuisce al suo senso di frustrazione nei confronti del Brasile – accusato tra l’altro di non 
aver sostenuto l’Argentina in occasione della crisi finanziaria. Esso acuisce le tradizionali tensioni 
esistenti fra i due paesi sin dal secolo XIX, bloccando il decollo del Mercosur, concepito alla sua 
nascita (1991) come una sorta di Unione Europea, in cui l’intesa argentino-brasiliana avrebbe 
dovuto giocare un ruolo simile a quello dell’“asse franco-tedesco”, cioè di polo di aggregazione 
dell’intero continente. Ne avrebbe favorito la modernizzazione, con una politica economica più 
liberale, e la competitività esterna; infine, l’avrebbe messo in condizioni di trattare in modo più 
paritario con gli Stati Uniti e con l’Unione Europea – e oggi anche con la Cina. Invece, il 
populismo, il nazionalismo, il protezionismo, gli enormi divari socio-economici, e i contrasti con gli 
Stati Uniti e con le istituzioni finanziarie internazionali (IFI) hanno mantenuto frammentato - e in 
parte isolato - il continente. L’Argentina ne è stata particolarmente danneggiata. L’Occidente non è 
privo di responsabilità al riguardo. Ha prevalso la disattenzione, attenuatasi - almeno in parte – solo 
oggi per la preoccupazione che la crescente presenza cinese in America del Sud suscita a 
Washington. Gli USA stanno puntando sul Brasile. Ciò accentua l’isolamento dell’Argentina e le 
sue tendenze al protezionismo e al populismo nelle politiche economiche e sociali, e 
all’antiamericanismo in quella estera. 
Anche la crescita economica - registrata a partire dalla seconda metà del 2002 - non è solida come il 
governo della presidente Kirchner si sforza di dimostrare. La rendono instabile talune fragilità di 
base. Ha una classe media potente, ma oggi impoverita, un élite dirigente colta,  che però in passato 
contribuì a costruire una repubblica conservatrice e oligarchica, che utilizzò i colpi di stato militari 
per conquistare il potere a discapito del governo popolare, dell'Yrigoyenismo e del peronismo. 
Il governo di Perón segnò, infatti, un momento di generale benessere dello Stato argentino, 
trasformando la struttura industriale del Paese, ma fu un periodo breve.  
 
Le prospettive economiche dell’Argentina non possono essere esaminate se non nel contesto delle 
realtà sociali e politiche; quindi, senza un esame preliminare della storia del paese e delle sue 
istituzioni. Solo in tal modo è possibile individuare i motivi che fanno definire “paradossale” la sua

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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Vullo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Paolo Vanin
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 128

FAQ

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