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Dinamiche generazionali e nuovi cicli di vita familiare. La famiglia lunga del giovane adulto: invecchiare come figli.

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Anteprima della tesi: Dinamiche generazionali e nuovi cicli di vita familiare. La famiglia lunga del giovane adulto: invecchiare come figli., Pagina 13
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La storia delle strutture familiari, dunque, ha avuto un lentissimo svolgimento, 
ma è innegabile che, nel corso dei secoli, esse abbiano subito significativi cambiamenti. 
Ora analizzeremo i principali mutamenti nelle città e nelle campagne italiane.  
Già nel XIV secolo, come abbiamo accennato, una quota considerevole della 
popolazione, e gran parte di quella urbana, passava la propria vita in famiglie che non 
erano complesse. Ciò succedeva sia agli artigiani delle città che agli strati più poveri, 
quelli formati da persone immigrate dalla campagna o da altre città. Le uniche persone 
che nei centri urbani seguivano dopo le nozze la regola di residenza patrilocale, andando 
a vivere nella casa dei genitori del marito, erano quelle appartenenti ai ceti più elevati. 
Tra il XIV e il XX secolo, però, la struttura delle famiglie ha subito quattro grandi 
cambiamenti: 
a) una stabilizzazione dovuta alla diminuzione, dal 1660 in poi, della frequenza ed 
intensità delle crisi di mortalità dovute a carestie ed epidemie; 
b) una riduzione del peso delle famiglie incomplete, cioè con un solo genitore, 
proprio a motivo della riduzione della mortalità; 
c) una riduzione delle differenze nel grado di complessità delle famiglie dei diversi 
ceti urbani, soprattutto per i mutamenti nelle regole di trasmissione della proprietà 
patrilineare nei ceti più elevati, della nobiltà e della borghesia mercantile. La 
divisibilità tra tutti i figli (compresa la dote alle figlie), ha dato inizio alla 
nuclearizzazione delle famiglie nobiliari, portando, quindi, ad una diminuzione 
delle differenze tra i ceti urbani e avvicinandole così alle famiglie degli artigiani e 
dei commercianti che da diversi secoli avevano stabilizzato questo tipo di 
struttura; 
d) il ridursi della presenza del personale domestico nelle strutture delle famiglie 
urbane a partire dal XVII secolo. Ciò implicò un minor peso di membri esterni, 
ma anche una più lunga presenza dei figli in famiglia. 
Nelle campagne la situazione di partenza era diversa. Le famiglie complesse 
erano in genere più frequenti, indifferentemente dallo strato sociale di appartenenza, ma, 
specialmente, in quelli che vivevano sui poderi. C’erano, poi, diversità tra il Sud ed il 
Centro-Nord dell’Italia; qui ci fu la prima netta frattura tra città e campagna, sia a livello 
politico-culturale che a livello di organizzazione domestica. In generale, la struttura 
della famiglia contadina, comunque, tendeva a corrispondere alle esigenze della 
produzione agricola, con differenze, quindi, nei diversi centri tra proprietari, affittuari e 

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Informazioni tesi

  Autore: Arianna Turri
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Paola Donadi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 328

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Parole chiave

adulti
autonomia
benessere familiare
carico generazionale
ciclo di vita
coresidenza
corso di vita
famiglia
figli
generazione di mezzo
generazioni
genitori
giovane adulto
giovani
indipendenza
invecchiamento
lavoro di rete
politiche sociali
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