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Disturbi alimentari, dissociazione e autolesionismo. Una relazione complessa.

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Anteprima della tesi: Disturbi alimentari, dissociazione e autolesionismo. Una relazione complessa., Pagina 6
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così avvicinare a Dio (Bara, 2005; Vandereycken, van Deth, 1995).  
La prima descrizione medica di un caso di anoressia risale al 1689 da parte del 
medico inglese Richard Morton. Egli descrive due casi, uno di una ragazza e uno 
di un ragazzo, definendo la sindrome “consunzione nervosa” e descrivendola 
come caratterizzata da tristezza e preoccupazione ansiosa dovute a una patologia 
dell'intelletto. Successivamente altri casi vennero individuati da Robert William 
nel 1790 e da Robert Whytt nel 1764. In quest'ultimo caso il paziente presentava, 
oltre a sintomi restrittivi, anche abbuffate bulimiche. Il termine “anoressia” è stato 
usato per la prima volta nel 1868 da Sir William Gull, che la definiva “perversione 
intellettuale che assicurava una patologica tranquillità mediante il 
disconoscimento dello stato fisico”. Altrettanto importante per la descrizione della 
sindrome è il lavoro del medico francese Lasègue che nel 1873 pubblica negli 
Archives Générales de Médicine un articolo dal titolo “De l'anorexie hystérique” 
(Vandereycken, van Deth, 1995). 
Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, Freud si occupa di alcuni casi 
di anoressia nervosa. In particolare nel 1892 in “Un caso di guarigione ipnotica”, 
che è un caso di anoressia mentale in una giovane partoriente, negli “Studi 
sull'Isteria” del 1895 e in “Tre saggi sulla sessualità” del 1905. Nei primi due 
scritti Freud ritiene che il comportamento anoressico possa essere fatto risalire a 
un sintomo di conversione, inquadrandolo pertanto tra i fenomeni isterici, mentre 
nell'ultimo analizza la relazione tra la sensibilità erogena bucco-labiale, i disturbi 
della suzione e la rimozione dell'appetito (Kestemberg, Kestemberg, Decobert, 
1974). Secondo Abraham nello stadio orale-cannibalico, l'attività sessuale è fusa 
con l'ingestione alimentare. Una fissazione a questo stadio fa sì che istinto 
nutritivo e sessualità rimangano legati uno all'altro. Nel 1920, in “Le 
manifestazioni del complesso di castrazione nella donna”, l'autore fa derivare il 
rifiuto del cibo al fatto che mangiare ha il significato inconscio di restare incinta 
(ivi).  
Per quanto riguarda la bulimia, questa malattia non viene concettualizzata prima 
della fine degli anni Settanta. Nel 1979 Russel la descrive per la prima volta in un 
lavoro intitolato “Bulimia nervosa: un'inquietante variante dell'anoressia nervosa”. 
Attualmente i DCA vengono considerati quadri sindromici complessi e a
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Informazioni tesi

  Autore: Serena Vallana
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Franco Freilone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 134

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