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Economia, società e ambiente nel salernitano del XX secolo

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Anteprima della tesi: Economia, società e ambiente nel salernitano del XX secolo, Pagina 9
condizioni preliminari che già tendono a far considerare inscindibili le 
problematiche tra le varie zone ad altimetrie diverse.  
I primi insediamenti stabili della provincia, che sono emersi grazie alle ricerche 
archeologiche, risalgono al IX-VIII secolo a. c. e si trovano nella zona alla foce 
del Picentino dove presero dimora i Villanoviani, provenienti via mare dalle 
colline toscane e dalla pianura del Po, e che si spinsero fino a Consilinum.
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 La 
presunta Picentia fu un centro mercantile molto operoso che cominciò a perdere 
peso solo quando nel VII secolo un «pugno di Sibariti» fondava Poseidonia e 
prendeva forma l’area sacra ad Hera sul Sele, mentre Elea sorgeva più all’interno. 
Il livello culturale raggiunto dalle civiltà qui insediate è indiscusso e il 
ritrovamento delle monete di Elea – sulle quali sono raffigurate le teste della ninfa 
Velia o della Dea Atena – in tutto il Mezzogiorno, e non solo, ci testimonia 
l’ampiezza del raggio d’azione commerciale. Contemporaneamente sorgeva, dove 
ora troviamo Fratte, nella parte più bassa della valle dell’Irno, un insediamento di 
etruschi provenienti dal retroterra campano. La valle del Sele e il Cilento erano 
territori dei Lucani uniti in confederazione con i Sanniti.  
Le guerre sannitiche portarono ad un primo stravolgimento degli insediamenti; 
infatti Salernum fu fondata come colonia romana nel 194 a.c. quasi 
contemporaneamente a Buxentum e Nuceria. Evidentemente la dialettica tra 
pianura e montagna è riscontrabile già agli inizi dell’età antica, ed è inoltre intrisa 
di connotati politici: dapprima i Lucani a monte e i Greci nella piana del Sele e 
nella costa cilentana, poi i Sanniti all’interno e i Romani sulle colonie costiere, 
continuando nel Medioevo con i Longobardi che si insediano da Benevento a 
Salerno fronteggiati dalle città della costiera amalfitana. Analogamente a cavallo 
tra età moderna ed età contemporanea si può intravedere dietro la dialettica tra 
montagna e pianura la contrapposizione tra spopolamento e addensamento umano, 
sottosviluppo e relativa fioritura economica, prevalente feudalesimo ed 
affermazione della libera e piccola proprietà; tutte coppie dialettiche che possono 
essere colte in un tipo di visione che attribuisce loro lo status di «peculiarità 
politica» in un dato territorio.
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 Cfr. V. Bracco, Campania. Guida alla riscoperta delle civiltà scomparse nel Salernitano, 
nell’Irpinia,  Sannio,Casertano, Napoli 1989, pp. 12-13. 
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 La dialettica pianura-montagna è stata utilizzata come categoria interpretativa anche della 
regione Campania dallo storico G. Galasso, ma l’origine del concetto si deve alla geografia storica 
di F. Braudel, e in particolare, Civiltà e imperi nel Mediterraneo nell’età di Filippo II, Torino1965. 
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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Cingotti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Lettere moderne
  Relatore: Silvio De Majo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 165

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