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Exceptio doli e iudicia bonae fidei

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2 iudicia stricti iuris in cui il giudice doveva valutare la questione esclusivamente sulla base delle richieste possibili, effettive ed espresse delle parti 2 . In tali iudicia, la fides bona finisce per entrare nella struttura stessa del rapporto, è parte integrante del rapporto, non resta un semplice parametro esterno di riferimento, permettendo al iudex di regolare le questioni tra le parti, valutando il negozio concluso, tenuto conto di cosa un‘ interpretatio secondo fides bona richiedesse e dunque imponesse 3 in quel particolare assetto di interessi alla luce delle particolarita‘ del caso concreto 4 . parati eis esse debent. Illi dolum malum, illi fidem bonam, illi aequum bonum, illi quid socium socio, quid eum qui negotia aliena curasset ei cuius ea negotia fuissent, quid eum qui mandasset, eumve cui mandatum esset, alterum alteri praestare oporteret, quid virum uxori, quid uxorem viro tradiderunt. Cfr. E. Costa, Cicerone giureconsulto I, Bologna, 1927, p. 178 ss.; G. Grosso, Ricerche intorno all‘elenco classico dei iudicia bonae fidei, in RISG 1928, p. 28 ss.; L. Lombardi, Dalla fides alla bona fides, Milano, 1961, p. 167 ss.; R.Cardilli, Bona fides cit., p. 29 ss.; A. Carcaterra, Intorno ai iudicia bonae fidei, Napoli 1964, p. 10 ss.; F. Gallo, Synallagma e conventio nel contratto, Torino, 1992; B. Biondi, Iudicia bonae fidei, in AUPA 7, 1920, p. 154 ss.; M. Talamanca, La bona fides nei giuristi romani cit., p. 142 ss.; A. Castresana, Fides, bona fides: un concepto para la creaciòn del derecho, Madrid, 1991, p. 56 ss.; P. Frezza, Fides Bona, in Studi sulla buona fede, Milano, 1975, p. 16 ss., ora in Scritti 3, Roma, 2000. 2 Cfr. tutta la manualistica istituzionale tra cui M. Marrone, Istituzioni di diritto romano, Palermo, 2006, p. 155 ss.; E. Volterra, Istituzioni di diritto privato romano, Roma, 1961, p. 230 ss.; L. Capogrossi-Colognesi, Appunti sulla formazione delle Istituzioni Romane (a cura di D. Piattelli), Roma, 2008; V. Arangio – Ruiz, Istituzioni di diritto romano, Napoli, 2002, p. 298 ss.; A. Burdese, Manuale di diritto privato romano, Torino, 1964, p. 116; anche se solo accenni P. Cerami, A. Corbino, A. Metro, G. Purpura, Ordinamento costituzionale e produzione del diritto in Roma antica, Napoli, 2001, p. 213 ss.; P. De Francisci, Storia del diritto romano, Milano, 1943, p. 417 ss. 3 A tal proposito è di primaria importanza il lavoro di E. Stolfi, Bonae fidei interpretatio, Ricerche sull‘interpretazione di buona fede tra esperienza romana e tradizione romanistica, Napoli, 2004, in cui si mette bene il luce il carattere della bona fides quale ―misura di valutazione e parametro dell‘oportere, non sua fonte normativa‖, cit. p. 28; nello stesso senso anche F. Gallo, Bona fides e ius gentium in L. Garofalo (a cura di), Il ruolo delle buona fede oggettiva nell‘esperienza giuridica storica e contemporanea, Studi A. Burdese, 2, Padova 2003, che afferma nettamente che la fides bona ―è un criterio di valutazione, non una fonte di produzione del ius‖, cit. p. 149 e A. Carcaterra, Ancora sulla fides e sui bonae fidei iudicia, in SDHI 33, 1967, p. 65 ss., il quale, parlando di plenior interpretatio, recita che ―non è peculiare dei iudicia bonae fidei‖, ma che in essi ―si tratta della interpretazione secondo buona fede‖ e Id. Intorno ai iudicia bonae fidei, in IURA 16, 1965, p. 261 ―nessuno… ha pensato o può pensare che la fides sia fonte dell‘oportere… non genera l‘oportere, ma lo qualifica e lo precisa‖. Ancora per una fides bona quale canone di valutazione interpretativo P. Frezza, Fides Bona, cit., p. 217 ss.; M. Talamanca, Istituzioni di diritto romano, Milano, 1990, p. 220 ss., il quale però si limita a non escludere che quello della bona fides sia un canone ermeneutico; G. Pugliese, Actio e diritto subiettivo, Milano, 1939, p. 59, in cui si mette in evidenza la priorita‘ dell‘azione (quindi la fase interpretativa) e dunque la sua forza ―espansiva‖ poi nel diritto sostanziale. Per un passo ulteriore nel senso di vedere oltre a un criterio ermeneutico un vero e proprio criterio
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Exceptio doli e iudicia bonae fidei

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Informazioni tesi

  Autore: Maria Paola Vitelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Roberto Fiori
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 182

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Parole chiave

interpolazione
diritto romano
inerenza
biondi
iudicium bonae fidei exceptio doli
iudicia bonae fidei
eccezione di dolo

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