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Figli contesi e conflittualità genitoriale dopo la legge sull'affido condiviso - Il ruolo del diritto e della psicologia nella composizione del conflitto

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culturali, economiche, legali, politiche, religiose. Essa è quel nesso che, primo e basilare per 
tutti, sia nel bene sia nel male, sia come affermazione sia come mancanza, fa dell’individuo una 
.
persona umana, cioè un essere-in-relazione (Donati, 1998, p. 101). Nelle relazioni familiari le 
persone mettono in gioco tutta la loro persona e non solo il ruolo che ricoprono. Così essere 
genitori non coincide con l’esercizio del ruolo genitoriale, anche se lo include. Eppure il “fatto 
generativo”, l’essere genitore, è il fulcro della relazione con i figli: il generare è un evento non 
solo biologico ma anche simbolico e culturale, teso non solo alla continuazione della specie ma 
soprattutto alla continuazione della storia familiare e sociale. La generatività è quindi il core 
della famiglia: essa lega indissolubilmente insieme i due generi che non potranno piø uscire 
dalla relazione parentale (non si può diventare ex genitori o ex nonni). 
Nelle società contemporanee, diventare genitori rappresenta probabilmente il fondamentale e 
ormai quasi unico e indiscusso rito di passaggio all’età adulta. Tuttavia diventare genitori non 
coincide con il momento della nascita del figlio, ma con il traguardo di un percorso che può 
anche fallire (Scabini, Cigoli, 2000, p. 21). Riprendendo Erikson, possiamo dire che l’obiettivo 
centrale di questa transizione consiste nella sviluppo da parte della coppia della capacità di 
prendersi cura in modo responsabile di ciò che è stato generato (Erikson, 1982): perchØ il figlio 
si iscrive in una storia generazionale come frutto della relazione di coppia, eppure trascende 
l’una e l’altra. In termini psichici, ciò corrisponde al riconoscimento di uno spazio di pensiero e 
di azione suo proprio, in cui il figlio è “altro da sØ”. (Scabini Cigoli, 2000, p. 112 e ss.). 
Il patto genitoriale, che lega i genitori al figlio e i genitori tra loro, dovrebbe saper garantire al 
figlio, a seconda delle fasi evolutive, la compresenza di due aspetti fondamentali per lo 
sviluppo del sØ: quelli protettivi di empatia, tipici del codice materno e quelli emancipativi e 
normativi di ordine e giustizia, tipici del codice paterno. L’accentuazione di uno solo di essi 
impoverisce la dimensione simbolica della relazione familiare e favorisce l’instaurarsi di 
relazioni distorte che rendono difficile e confuso nei figli lo sviluppo della identità di genere. 
A questo itinerario se ne affianca un altro, connesso agli aspetti piø narcisistici dell’atto 
generativo. E’ innegabile che il figlio sia vissuto come una prova della forza generativa della 
coppia, “proprietà” della coppia e segno della sua creatività. Il fatto che il bambino sia così 
dipendente dai suoi genitori favorisce il consolidarsi di un legame fusionale nel quale i confini 
tra genitori e figlio sono quanto mai permeabili e indistinti. Come ben ha colto Winnicott 
(1965) è dentro lo “sguardo che ammira e contempla ciò che è stato creato” che si costituisce la 
soggettività. 
In questo percorso evolutivo di genitori e figli, la dinamica fondamentale della relazione 
generanti-generati ruota attorno ai poli dell’onnipotenza e dell’impotenza: l’onnipotenza vissuta 
dai genitori dà loro il sentimento dei creatori che modellano, plasmano e portano a compimento 
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Informazioni tesi

  Autore: Maria Gandini
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze psicologiche
  Relatore: Gian Luca Barbieri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

FAQ

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Parole chiave

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conflitto familiare
diritto e psicologia
fasi della separazione
legge 54/2006
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