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Formazione e interesse del lavoratore alla stabilità del rapporto nella prospettiva del giustificato motivo di licenziamento

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È andato così gradualmente delineandosi anche in Italia il necessario quadro di 
sostegno all’affermazione del diritto dei lavoratori alla formazione continua o 
ricorrente (in un quadro di educazione permanente), secondo gli auspici della 
dottrina più attenta che da tempo aveva richiesto interventi legislativi volti a 
promuovere non solo la formazione propedeutica all’ingresso nel mondo del lavoro 
(la c.d. prima formazione o formazione professionale di base) ma anche l’elevazione 
professionale dei lavoratori, in attuazione della seconda direttiva contenuta nell’art. 
35 della Costituzione12.  
La legislazione finora adottata è incentrata, però, sull’impegno delle istituzioni 
pubbliche a sostenere la formazione per tutto l’arco della vita e non pone obblighi di 
                                                                                                                                                                    
risorse a tale specifica finalità. In seguito, il punto d) del primo comma dell’art. 17 della legge 24 
giugno 1997, n. 196, ha indicato, invero con scarsa fortuna, principi e criteri per guidare l’intervento 
pubblico a sostegno della formazione professionale continua prevedendo in  particolare la 
destinazione progressiva ad uno o più Fondi nazionali dell’intero gettito derivante dai contributi 
versati dai datori di lavoro ai sensi dell’art. 9, comma 5, del decreto legge 20 maggio 1993, n. 148, 
convertito con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236. Ribadita la volontà di offrire percorsi 
di formazione per tutto l’arco della vita all’art. 6 della legge 8 marzo 2000, n. 53, recentemente il 
legislatore è ritornato con maggiore puntualità sul tema, precisando che le risorse sopra destinate 
devono affluire a fondi paritetici interprofessionali nazionali, istituiti da accordi interconfederali, per 
finanziare piani formativi aziendali, territoriali o settoriali concordati tra le parti sociale. Nel novero 
delle misure a sostegno della formazione continua vanno infine inserite le agevolazioni fiscali 
spettanti ai datori di lavoro che abbiano sostenuto costi per la formazione del proprio personale,  
previste dall’art. 4 della legge 18 ottobre 2001, n. 383. Al riguardo vedi P.A. VARESI, ult., op., cit., 
175. L’insieme di queste disposizioni delinea la cornice finanziaria a sostegno delle scelte di 
formazione operate dai datori di lavoro e dai lavoratoti. Anche se in forma graduale, ingenti risorse 
saranno in futuro destinate al sostegno di attività di formazione professionale continua ed in specie ad 
iniziative rivolte a lavoratori occupati, con l’intento di porre in grado lo Stato, le Regioni e gli enti 
locali, di assicurare un’offerta formativa adeguata per un verso alle esigenze espresse dal sistema delle 
imprese (mediante i piani formativi concordati tra le parti sociali), e, per altro verso, dai lavoratori, in 
relazione a scelte personali.  
12
 Art. 35 Costituzione: «La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la 
formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le 
organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. Riconosce la libertà di 
emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano 
all'estero». Vedi M. NAPOLI, Commento sub. art. 35, in G. Branca (a cura di), commentario della 
Costituzione, Bologna, Zanichelli, 1979, p. 51. 

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Di Berardino
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Relazioni internazionali
  Relatore: Francesco Liso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

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Parole chiave

diritto alla formazione
formazione
formazione continua
formazione durante tutto l'arco della vita
formazione e contratto di lavoro
formazione permanente
formazione professionale
giustificato motivo di licenziamento
innovazione tecnologica e licenziamento
licenziamento come extrema ratio
obbligo di repechage
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