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Genesi e affermazione del giapponismo nell'Art Nouveau

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                                                                              Capitolo I 
 6
Imitazioni anche per la lacca, altro cavallo di 
battaglia orientale del rococò (la famosa "vernice di 
Cina"
5
 che rende il legno incorruttibile). Stipi, 
tavolinetti, vassoi ed altri oggetti si importavano 
dall'Asia già nel Seicento, e imitazioni cominciarono 
ad essere realizzate in Francia a partire dalla fine di 
quel secolo
6
 . Il tipo più bello è noto come vernis 
Martin, dal nome di Robert Martin e dei suoi fratelli. 
E non possiamo certo tralasciare le sete 
orientali, che erano diffuse fra gli italiani durante il 
Rinascimento (ma non dimentichiamo che già i Romani 
importavano dall'Asia non soltanto tessuti di seta, 
ma anche filo di seta, misto a volte con lino o lana) e 
importate dall'Oriente in misura sempre maggiore a 
partire dal secolo XVII. Arredare gli interni con 
tessuti in seta o chintz
7
 (per i più ricchi; per i meno 
abbienti la soluzione era la carta da parati
8
 dipinta, 
                                                 
5
 La tecnica della produzione di piccoli oggetti in lacca fu 
perfezionata in Cina all'inizio del IV secolo a.C. e più tardi 
trasmessa al Giappone. Gli oggetti importati in Europa a partire dal 
XVI secolo provenivano da entrambe i Paesi: la lacca cinese era 
detta anche di Coromandel, poiché arrivava passando attraverso 
stazioni commerciali sulla costa del Coromandel. Ma gli oggetti di 
qualità superiore provenivano dal Giappone e avevano generalmente 
decorazioni in oro su sfondo nero. 
6
 In realtà non si tratta della stessa lacca che veniva prodotta in 
Cina. Quest'ultima viene ottenuta dalla linfa dell'albero della lacca 
rhus vernicifera, che ha una consistenza liquida sciropposa ma che, 
a contatto con l'aria, modifica la sua forma molecolare 
polimerizzando. La prima si ricava invece dalla secrezione 
dell'insetto coccus lacca, originario dell'India, ed è nota come 
gommalacca. Le imitazioni delle lacche cinesi realizzate dagli europei 
possedevano ben poche proprietà della lacca (alcune, ad esempio, 
potevano essere parzialmente solubili in acqua). E' comunque da 
sottolineare che gli stessi esperti sono in disaccordo su quale 
debba essere considerata la "vera" lacca. 
7
 Variazione inglese del vocabolo sanscrito (che significa 
"variegato") che indicava nel XVI e nel XVII secolo il calicò (da 
Calicut, porto indiano da cui era imbarcato) dipinto indiano 
d'importazione e, in seguito, i tessuti in cotone stampato. Era 
diffusissimo in Inghilterra all'inizio del XVIII secolo. 
8
 La carta da parati pare sia stata introdotta in Francia e in 
Inghilterra già a partire dal 1481 come surrogato economico degli 
arazzi o dei tessuti da tappezzeria in tessuto o cuoio dipinti. Nel XVI 
secolo si usava stampata da matrici in legno con simboli araldici o 
motivi floreali neri su fondo bianco. Nel 1700 quella colorata 
soppiantò quella in bianco e nero, e parallelamente crebbe la 
diffusione di carta da parati cinese dipinta a mano importata 
dall'Oriente. 

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Informazioni tesi

  Autore: Valentina Durante
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Lingue e Civiltà Orientali
  Relatore: Giancarlo Calza
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 328

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Parole chiave

art nouveau
giapponismo
liberty
orientalismo

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