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Giuseppe Mazzini, Pio IX e il Concilio Ecumenico Vaticano I: fede e laicità nell'Italia risorgimentale

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Anteprima della tesi: Giuseppe Mazzini, Pio IX e il Concilio Ecumenico Vaticano I: fede e laicità nell'Italia risorgimentale, Pagina 14
11. L'annessione di Roma 
Il problema dell'annessione di Roma venne risolto tre anni dopo, nel 1870. Quando scoppiò la 
guerra tra la Francia e la Prussia, Napoleone III ritirò rapidamente le sue truppe da Roma e poco 
dopo, alla caduta dell'impero francese, il governo italiano si ritenne a sua volta libero da ogni 
impegno verso la Francia. 
Dopo aver tentato invano di giungere a un accordo con il pontefice, il governo ordinò a un reparto 
dell'esercito, al comando del generale Raffaele Cadorna, di avanzare su Roma. Il 20 settembre 
1870, dopo aver vinto una breve resistenza pontificia, le truppe italiane entrarono in Roma 
attraverso una breccia presso Porta Pia, praticata nella cinta muraria a colpi di cannone. Aveva così 
termine, dopo molti secoli, il potere temporale dei Papi. Qualche tempo dopo, un plebiscito 
decideva l'annessione della città e delle province romane al Regno d'Italia. 
Il governo del Regno aveva infatti, ―nei memorandum diramati all'estero, proclamato il diritto dei 
romani di scegliersi il governo che desideravano‖. (20) Così come era stato fatto per le altre 
province italiane, anche a Roma fu indetto un referendum per sancire l'avvenuta riunificazione della 
città con il Regno d'Italia. 
La formula dapprima vedeva all'inizio del quesito proposto le parole ―Colla certezza che il governo 
italiano assicurerà l'indipendenza dell'autorità spirituale del Papa...‖. (21) Questa premessa fu poi 
giudicata inutile e la domanda fu posta nei seguenti termini: ―Vogliamo la nostra unione al Regno 
d'Italia, sotto il governo del re Vittorio Emanuele II e dei suoi successori?‖. (22) 
Inizialmente il governo a Firenze aveva escluso dalla votazione la ―Città Leonina‖ (con questo 
termine si definiva quella parte centrale di Roma, coincidente con il Vaticano, che Leone IV aveva 
fatto circondare di mura protettive dopo la terribile incursione saracena del 23 agosto 846. La cinta 
muraria, inaugurata nell'anno 852, era impostata su Castel Sant'Angelo ed era munita di 44 torri e 3 
porte. Sulla riva destra del Tevere esse avevano fatto nascere un insediamento fortificato, distinto da 
Trastevere. Le Mura Leonine erano un'appendice minuscola delle Mura Aureliane, ma 
rappresentavano il più importante intervento urbano dell'alto Medioevo in tutto l'Occidente 
cristiano. La grande cinta aureliana difendeva un insediamento che aveva come referenti territoriali 
le subregioni laziali (Patrimonio di S. Pietro o Tuscia, Campagna, Marittima ecc.), al contrario, la 
piccola cinta leonina diventò il faro dell'intero Occidente cristiano. Per secoli la Città Leonina si 
contrappose al centro abitato nell'ansa fluviale sulla sinistra del Tevere: così, fin dal IX-X secolo, 
diventò evidente la bipolarità ecclesiastica tra Vaticano e Laterano. Poi, a partire dal Cinquecento, 
con l'ingrandimento e il rafforzamento dell'insediamento voluto da Pio IV, diventò improprio l' uso 
del termine Città Leonina e con Sisto V risorse l'antico termine di Borgo). (23) 
23 
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Informazioni tesi

  Autore: Nunzia Manicardi
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Vincenzo Pacillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 457

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giuseppe mazzini
papa pio ix
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