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Giuseppe Mazzini, Pio IX e il Concilio Ecumenico Vaticano I: fede e laicità nell'Italia risorgimentale

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Anteprima della tesi: Giuseppe Mazzini, Pio IX e il Concilio Ecumenico Vaticano I: fede e laicità nell'Italia risorgimentale, Pagina 7
Capitolo I 
IL CONCILIO ECUMENICO VATICANO I: 
PREMESSE STORICHE E POLITICHE (1861-1870) 
1. Correva l'anno 1870... 
L'8 dicembre 1869 Papa Pio IX apre a Roma il Concilio Ecumenico Vaticano I. Verrà interrotto il 
20 settembre 1870 per l'irrompere in armi dei bersaglieri italiani attraverso la breccia di Porta Pia 
nella città che fino a quel momento era stata sua, e non verrà mai più ripreso né da lui concluso. 
In coincidenza con l'apertura del Concilio, a fine novembre 1869, doveva uscire un saggio di 
Giuseppe Mazzini sul Concilio, dal titolo ―Dal Concilio a Dio‖. Mazzini però, che in quel periodo 
era costretto a spostarsi fra Londra, Zurigo e Lugano (ma in quest'ultima località vi si recava 
clandestinamente, per l'ordinanza di espulsione dal Canton Ticino), non riuscì a terminarlo in 
tempo, cosicché il lavoro vide la luce soltanto nel 1870, a Concilio già sospeso. 
Questo per dire come, sia nel caso del Concilio che nel caso dell'opuscolo ad esso contrario, i due 
protagonisti dei due avvenimenti – Pio IX e Giuseppe Mazzini – abbiano in un certo senso subìto la 
medesima sorte, benché l'uno da una parte e l'altro dall'altra di quella barricata che l'Ottocento era 
venuto erigendo sulle fondamenta della Rivoluzione francese, come ben ha evidenziato Roger 
Aubert nel suo basilare volume su Pio IX curato da Giacomo Martina (1) e come in seguito ha 
ricordato anche Papa Giovanni Paolo II. (2) 
Era una barricata in questo caso solo politica e ideologica, ―ultraterrena‖, ma che in un passato 
ancora molto recente – l'anno 1849 della Repubblica Romana, che per la prima volta aveva visto 
direttamente di fronte Pio IX e Giuseppe Mazzini – era stata anche militare e amministrativa, 
―terrena‖ a tal punto da arrivare agli scontri armati che avevano fatto di essa una vera e propria 
guerra: ridotta sì, dal punto di vista delle forze materialmente in campo e dei territori coinvolti, ma 
importantissima per i valori, gli scopi e le potenze in essa investiti, in maniera sia aperta che 
occulta, quasi a rappresentare paradigmaticamente la lotta tra la nuova èra all'attacco, in cerca di 
affermazione, e la vecchia èra in difesa, in cerca di sopravvivenza. Fu uno scontro epocale, 
immenso, quello che si giocò allora tra le piazze e i ponti romani, e su di esso (o, meglio, pure su di 
esso) si sarebbero gettate le basi (non è esagerato dirlo) del futuro dell'umanità anche per il secolo 
successivo. (3) 
Ci appare giusto e opportuno, quindi, affrontare il tema del Risorgimento nel suo anno cruciale 
1870 (l'anno della presa di Roma e della sua effettiva proclamazione a capitale del Regno d'Italia) 
da quella sorta di spartiacque che è il Concilio Ecumenico Vaticano I indetto da Pio IX e, in 
16 
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Informazioni tesi

  Autore: Nunzia Manicardi
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Vincenzo Pacillo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 457

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