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Gli Ebrei in Italia - Alcuni studi di ''Italia Judaica''

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Anteprima della tesi: Gli Ebrei in Italia - Alcuni studi di ''Italia Judaica'', Pagina 3
  Pag.3 
 
Chiara Milani 
 
In Europa, l'atto apparentemente più progressista elargito prima della 
rivoluzione francese fu la "patente di tolleranza", che l'imperatore Giuseppe II 
d'Austria emanò nel 1782 a favore dei suoi sudditi ebrei, fra i quali erano 
compresi anche quelli dei suoi domini italiani. Questo editto, se revocava alcune 
fra le più odiose limitazioni, accordando agli ebrei libertà sia d'ingresso nelle 
scuole, che di scelta nelle occupazioni, e abolendo il segno distintivo e qualche 
legge speciale, lasciava però intendere che la completa equiparazione civile 
poteva avvenire solo dopo che gli ebrei avessero "equiparato", e cioè in qualche 
maniera allineato, le loro usanze religiose con quelle delle maggioranza; il 
dibattito sulla concessione dei diritti civili agli ebrei in Italia prese piede grazie a 
questo editto
2
. 
In generale in Italia negli ultimi decenni del Settecento, non venne permesso 
alla vicenda ebraica di affacciarsi sulla ribalta della maggior parte degli stati; 
facevano eccezione le terre sotto dominio austriaco, culla della sopracitata 
patente, e quelle sotto il Granducato di Toscana, ora di dinastia lorenese, dove 
la situazione ebraica era soddisfacente. Là dove l'influenza di Roma era forte, 
ogni discussione su questo problema veniva "paternalmente" soffocata, sotto la 
vecchia pregiudiziale che l'asservimento degli ebrei era una conseguenza del 
loro errore teologico.  
Quasi nessuno tra i maggiori scrittori o letterati tentò in Italia, in questo periodo, 
di prender posizione a favore degli ebrei. Si può dire che l'unico vero scontro 
avvenne nella polemica che ebbe luogo fra il 1782 e il 1785 tra due contendenti 
agguerriti ma di limitato seguito: il reazionario economista Giovan Battista 
Gherardo D'Arco e il medico ebreo Benedetto Frizzi. Il D'Arco (1739-1791) 
pubblica la sua prima opera con il titolo "Dell'influenza del ghetto nello stato"
3
, 
immediatamente a ridosso dell'elargizione giuseppina delle patenti di tolleranza 
e a sostegno di queste; partendo dal presupposto che nei libri della Mishnà e 
del Talmud si sarebbe insegnato come dettato religioso l'odio per le altre 
nazioni, queste ultime per difendersi sarebbero ricorse alla segregazione forzata 
degli ebrei nei ghetti. Conseguentemente, le medesime leggi di segregazione 
volute dalle nazioni per cautelarsi dagli ebrei avrebbero "cospirato" nel 
rafforzare lo spirito di separazione che per D'Arco caratterizzava gli ebrei nei 
ghetti. Nella seconda parte del libro si trae la sensazione che ad esser messa in 
                                                 
2
 Attilio Milano, Storia degli ebrei in Italia , Torino, 1992, p. 339. 
3
  Gian Battista Gherardo D'Arco, Dell'influenza del ghetto nello stato,  ristampa anastatica Forni, 
Bologna, 1981. 

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Gli Ebrei in Italia - Alcuni studi di ''Italia Judaica''

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Milani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Pavia
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Angelo Ara
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 59

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ebrei
israele
talmud
storia d'italia
storia moderna
comunità ebraiche
storia degli ebrei
italia judaica
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