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I distretti industriali: un caso di successo dell'economia italiana

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Anteprima della tesi: I distretti industriali: un caso di successo dell'economia italiana, Pagina 2
4imprese hanno un vantaggio tale sulle piccole imprese da dar luogo talvolta a situazioni di 
monopolio o più frequentemente di oligopolio. 
La sottovalutazione della componente spaziale nella teoria economica derivava allora in 
larga parte dal problema di come concettualizzare la struttura di mercato; per tale motivo,i 
modelli citati alla base della teoria del commercio internazionale, nella spiegazione dello 
scambio fra economie, pongono l’accento esclusivamente sui vantaggi comparati
2
 invece 
che economie di scala (che indicheremo anche come rendimenti crescenti). La 
giustificazione di tale tendenza sta nel fatto che il vantaggio comparato poteva essere 
schematizzato usando modelli che ipotizzavano rendimenti costanti e concorrenza perfetta, 
che del resto erano gli strumenti a disposizione; le cose cambiarono quando, durante gli 
anni Settanta, la teoria dell’organizzazione industriale offrì una varietà di modelli di 
concorrenza imperfetta che, pur non essendo completamente convincenti, rendono 
possibile la costruzione di modelli coerenti e spesso eleganti di economie soggette a 
rendimenti crescenti. 
È bene specificare che i rendimenti crescenti si possono avere a livello della singola 
impresa  o nell’ambito del settore produttivo; nel primo caso, il costo unitario dipende 
dalla grandezza della singola impresa e parleremo di economie di scala interne, nel 
secondo caso, invece, il costo unitario dipende dall’ampiezza del settore e parleremo di 
economie di scala esterne
3
.
Un settore dove ci sono solo economie esterne sarà caratterizzato da molte piccole imprese 
e dalla concorrenza perfetta, mentre le economie di scala interne danno alle grandi imprese 
un vantaggio di costo sulle piccole e causano una struttura di mercato di concorrenza 
imperfetta. 
Entrambe le tipologie di economie di scala, avendo implicazioni diverse sulla struttura di 
mercato, è difficile considerarle nello stesso modello; perciò nei prossimi paragrafi 
tratteremo le economie di scala interne, dedicando il successivo capitolo a quelle esterne. 
2
 Per vantaggio comparato intendiamo l’idea generale che i paesi commercino al fine di trarre vantaggio dalle 
loro differenze (diverse dotazioni di risorse e di diverse tecnologie) in modo che ciascuno di essi si 
specializza in ciò che riesce a produrre relativamente meglio degli altri; l’impostazione basata sui rendimenti 
crescenti asserisce, invece, che i paesi commercino per i vantaggi inerenti alla specializzazione nella 
produzione di una gamma limitata di beni e servizi, anche nel caso di paesi inizialmente simili. 
3
 KRUGMAN, P. e OBSTFELD, M – “Economia internazionale:teoria e politica del commercio 
internazionale”, 2002. 
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Informazioni tesi

  Autore: Gennaro Giordano
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Salerno
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Marcello D'amato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 185

FAQ

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