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I lavoratori in prestito: uno studio sui nuovi contratti di lavoro

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di corruzione e di illeciti finanziari delle imprese e di finanziamento ai partiti che 
sconvolge la Politica, la finanza e l’imprenditoria. Anche sull’onda di questi 
eventi è approvata la nuova legge elettorale, in cui si sancisce il passaggio dal 
proporzionale al maggioritario. In questo stesso periodo il governo tecnico di 
Ciampi firma l’Accordo sul costo del lavoro (23 luglio 1993). La dinamica del 
salario monetario viene predeterminata e vincolata al tasso  di inflazione 
programmato; non è più  oggetto della contrattazione sindacale, almeno a 
livello nazionale. Il dato di fatto che l’inflazione programmata sia costantemente 
inferiore al tasso effettivo provoca, per tutti gli anni Novanta, una perdita del 
potere d’acquisto. Questo evento viene salutato come la prima vera 
costituzione delle relazioni industriali italiane. Il tasto del costo del lavoro, infatti, 
è a tutt’oggi una  ferita aperta per gli imprenditori, che da un lato devono 
rispettare i contratti e le tutele garantite ai lavoratori, dall’altro sono costretti a 
fare i conti con la concorrenza delle aziende di Paesi in via di sviluppo che non 
hanno di questi obblighi.  
Nello stesso anno viene reso più flessibile il divieto di somministrazione di 
manodopera in favore di enti pubblici e locali, con la legge 67, che però fu 
abrogata nello stesso anno dal decreto legislativo  546.  
La salita al potere del centro-destra, con il primo governo Berlusconi, 
imprime un cambio di tendenza nelle politiche del lavoro. Prima della sua 
caduta, nel 1994, fa in tempo ad approvare due leggi chiave per il lavoro 
atipico: la prima è la legge 299/16 maggio 1994, sull’estensione dell’uso della 
mobilità e dei contratti di formazione,  oltre che sulla disciplina dei contratti di 
solidarietà. Nello stesso anno si verifica una nuova apertura alla 
somministrazione, dopo la breve parentesi del 1993, per i settori portuali e di 
movimento merci. Per quanto legati a settori limitati, queste leggi sono chiaro 
indice di apertura alla legittimazione di forme giuridiche simili al lavoro  
interinale. La legge 236/19 settembre 1994, invece, ammette nuove aree di 
assunzione per i contratti di stage in apprendistato.  
L’inizio della seconda metà degli anni Novanta la spinta alla flessibilità 
diventa particolarmente insistente. Nel 1996 il primo governo Prodi sottoscrive 
un nuovo accordo per il lavoro, in vista della legge 196/1997, che segnerà il 
punto di svolta dell’approccio del diritto alla flessibilità del lavoro, in cui si 
discutono numerosi interventi in materia di orari di lavoro, flessibilità e incentivi 
per le aziende. Il 24 giugno 1997, sotto lo stesso governo, è infatti approvata la 

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Forino
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Silvia Gherardi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 178

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