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I Meccanismi di Difesa nella diagnosi psicologica attuale

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Anteprima della tesi: I Meccanismi di Difesa nella diagnosi psicologica attuale, Pagina 4
parlando, necessariamente deve fare appello a “concetti interrelati, integrati 
ridefinendo i paradigmi e i metodi tradizionali” (Lorenzetti, 2005). Nella seconda 
parte di questo lavoro, seguendo questa traccia, verrà analizzata l’area dei 
meccanismi di difesa,   importante aspetto della personalità che orienta lo 
sviluppo, l’espressione, l’adattamento della persona e il cui valore è stato svelato 
prima di tutto dalla psicoanalisi freudiana, poi riorganizzata e complessificata da 
psicoanalisti come Anna Freud e Melanie Klein. 
        Nella concezione classica, i meccanismi di difesa sono i processi attivati 
dall’Io quando l’angoscia, concepita come segnale di un imminente pericolo, 
mette in allarme il soggetto.  
        Il lavoro di A. Freud  si può collocare a metà tra la psicoanalisi freudiana 
ortodossa e  una cultura psicoanalitica moderna, aperta alla comprensione delle 
potenzialità dell’Io. Con Anna Freud infatti, si crea l’occasione per approfondire 
la ricerca sulle difese; si pensa che esse abbiano un ordine cronologico, creino 
relazioni con altre funzioni dell’Io e possano contribuire alla psicopatologia sotto 
certe condizioni.  
        Autori successivi a S. Freud, come M. Klein e Winnicott, hanno contribuito 
ad graduale spostamento dal modello pulsionale ai modelli relazionali, 
modificando la teoria della tecnica psicoanalitica e con essa le concezioni sulla 
teoria della mente. 
       Il concetto di difesa, nel tempo viene rivisto e sviluppato, si penserà ad essi 
come modelli individuali di adattamento organizzati per far fronte a eventi o 
situazioni interpersonali stressanti. 
       Se gli psicologi dell’Io hanno studiato principalmente il ruolo delle difese 
nella gestione dell’angoscia, e se gli psicologi delle relazioni oggettuali hanno 
messo in rilievo l’azione delle difese nel contesto dell’attaccamento e della 
separazione, gli psicologi del  Sè, tra cui Kohut, hanno compreso le difese anche 
come operazioni finalizzate a evitare sentimenti spiacevoli causati da rotture e 
incrinazioni del senso del Sé. Per Kohut infatti, i meccanismi di difesa sono 
soprattutto “tentativi di proteggere la fragilità del Sé, sistemi organizzati fin 
dall’infanzia contro i fallimenti empatici dei oggetti-Sé deludenti”.

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Informazioni tesi

  Autore: Pietro Princi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Messina
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Ivan Formica
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 104

FAQ

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