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I microfondamenti organizzativi nella valutazione degli intangibles

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Anteprima della tesi: I microfondamenti organizzativi nella valutazione degli intangibles, Pagina 6
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secolo, anche gli studiosi di contabilità iniziarono a dirigere il loro interesse nei 
confronti degli intangible assets, il maggiore studioso in questo ambito è senza dubbio 
Baruch Lev, il suo libro “Intangibles” (2001) costituisce di fatto una pietra miliare di 
questa materia. Il crescere dell’interesse in questo contesto è testimoniato anche dagli 
studi effettuati dalla Comunità Europea attraverso la Commissione della Comunità 
Europea (Commission of the European Communities Enterprise Directorate General, 
2003) e il PRISM (dal 2001 al 2003), il primo sfociato in uno studio completo sugli 
intangible asset, il secondo invece portato a termine attraverso la pubblicazione di 
numerosi articoli inerenti a diversi aspetti al mondo degli intangibles. Oltre ai già citati 
autori sono comunque numerosi i lavori svolti attorno a questa materia che hanno 
portato alla nascita di svariati sistemi di misurazione, anche molto diversi tra loro. 
La natura stessa degli intangible assets, si presta a differenti livelli di studio che possono 
includere aspetti differenti ma allo stesso tempo complementari tra loro, risulta infatti 
abbastanza facile comprendere come questo fenomeno possa essere trattato da varie 
branche di studio dell’economia a seconda degli obiettivi di indagine che ci si è 
preposti. Non pare quindi possibile tentare di essere completamente esaustivi nella 
trattazione di questo tema. 
L’incremento di interesse che gravita attorno agli intangibles è oggi qualcosa di nuovo, 
ma è bene ricordare come essi siano un fenomeno sempre esistito, anche se ora vengono 
considerati il principale fattore critico di successo. Le capacità delle persone, la cultura 
aziendale, la struttura organizzativa ecc. non sono concetti di recente scoperta o nascita, 
molto probabilmente in passato non si era considerata la portata che questi fenomeni 
avrebbero potuto avere a livello economico. Già nel 1982 Nelson e Winter hanno messo 
in evidenza l’importanza delle “organizational capabilities”, nei concetti legati agli 
intangibles non vi è quindi quasi nulla di così nuovo e sconcertante, inoltre Polanyi 
(1967) aveva già compreso molti anni or sono l’importanza della conoscenza tacita. In 
altre parole, già alcuni decenni fa si era capito che questi aspetti erano fondamentali per 
generare il vantaggio competitivo di un’impresa, però il recente mutare dell’economia 
ha funzionato da amplificatore ed evidenziatore della questione, che è diventata di 
primaria importanza. Prima della rivoluzione dell’informazione erano necessari 
investimenti fisici per poter “fare impresa”, mentre oggi esistono alcune aziende che di 
fisico hanno davvero poco o nulla, ma che si fondano invece sulla conoscenza e quindi 
Sitografia automatica

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Informazioni tesi

  Autore: Simone Verza
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Marco Zamarian
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

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Parole chiave

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capitale intellettuale
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capitale umano
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econometria
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organization theory
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