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I microfondamenti organizzativi nella valutazione degli intangibles

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Anteprima della tesi: I microfondamenti organizzativi nella valutazione degli intangibles, Pagina 7
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sulle capacità dei loro collaboratori, ciò un tempo non sarebbe stato attuabile, o forse 
non avrebbe mai portato alla nascita di grandi imprese come oggi accade. Possiamo 
quindi affermare che stiamo parlando di qualcosa che è sempre esistito, che c’è sempre 
stato, ma che ha rappresentato, fino a qualche anno fa, un fenomeno che poteva, almeno 
in parte, essere trascurato senza compromettere la performance aziendale, ora invece le 
imprese non possono più permetterselo, difatti il sapere e la conoscenza sono diventati 
l’ingrediente primario di tutto ciò che facciamo e consumiamo (Stewart 1997).  
Le teorie che si sono occupate di asset intangibili, sono infatti molteplici, molte di esse 
hanno toccato la tematica solo indirettamente e/o inconsapevolmente. Di seguito 
riportiamo una breve descrizione dei filoni di pensiero rilevanti in materia, con la 
precisazione che ciò che viene ora descritto non sarà oggetto del successivo capitolo, 
che invece si occuperà in maniera estensiva dell’analisi degli approcci che hanno 
toccato gli intangibles in maniera più marcata e che sono giunti a creare degli strumenti 
di classificazione e misurazione. 
Una delle prime branche di studio che si è occupata di aspetti “soft” legati all’impresa è 
senza dubbio rappresentata dalla Resource Based View (RBV). La modalità con cui 
questo modo di pensare ha posto l’accento sulle risorse scarsamente disponibili è 
strettamente connessa con gli asset di natura intangibile. Questo proprio perché una 
risorsa scarsa può essere vista come un asset che consente all’impresa di raggiungere il 
vantaggio competitivo. Partendo dalle idee di Penrose, Wernerfelt, già nel 1984, aveva 
difatti sottolineato come per l’impresa potessero avere rilevanza anche questioni di tipo 
non finanziario, legate all’acquisizione di risorse scarsamente disponibili. In questo 
modo si era quindi già tentato di modificare la prospettiva di analisi dell’impresa, 
passando da un focus meramente finanziario ad un approccio che considerasse in 
maniera maggiore aspetti che possiamo tranquillamente definire intangibili. La 
definizione fornita da Wernerfelt stesso (1984) richiama infatti il concetto di asset 
intangibile, rifacendosi ad oggetti che oggi comunemente consideriamo parte di questa 
tipologia di investimenti. Inoltre, a partire dall’autore poc’anzi citato anche altri hanno 
adottato questa prospettiva, come ad esempio Barney (2002). La Resource Based View 
risulta poi connessa con quanto descritto in precedenza relativamente alle organizational 
capabilities, che in quest’ottica rappresentano quindi una delle risorse a disposizione 
dell’impresa. I confini tra queste teorie non sono perciò delimitati in modo marcato, ad 
Sitografia automatica

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Informazioni tesi

  Autore: Simone Verza
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economico-aziendali
  Relatore: Marco Zamarian
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 133

FAQ

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