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I nuovi approcci alla misurazione del benessere e il peso delle differenze sociali

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Anteprima della tesi: I nuovi approcci alla misurazione del benessere e il peso delle differenze sociali, Pagina 3
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Alla luce delle trasformazioni avvenute verso la metà degli anni Settanta, 
ricercatori universitari, organizzazioni della società civile, statistici ufficiali e 
organizzazioni internazionali, cominciano a interessarsi ai fenomeni della povertà 
e del benessere da un punto di vista non esclusivamente delle risorse, e a proporre 
misure alternative del progresso sociale (Giovannini e Rondinella, 2011). Nel 
corso degli anni, quindi, si è assistito a un vero e proprio spostamento di 
attenzione dal piano delle risorse ad altri elementi considerati capaci di misurare il 
benessere delle persone. Le analisi si sono spostate dalle tradizionali dimensioni 
del reddito ad altri aspetti non meno rilevanti quali le opportunità, le libertà, la 
vulnerabilità e la coesione sociale. Il tema della qualità della vita, quindi, tra alti e 
bassi ha continuato, e continua tutt’oggi, a destare interesse, sia sul fronte della 
riflessione teorica che su quello della ricerca applicata. Secondo Nuvolati: “Il 
risveglio sul tema della qualità della vita è soprattutto addebitabile alla crescita 
preoccupante di nuovi fenomeni che riguardano le comunità nel loro complesso e 
non solo i segmenti più deboli. Mi riferisco ai problemi che vanno 
dall’inquinamento ai conflitti etnici, dalle carenze o disfunzioni dei servizi alle 
nuove forme di criminalità. Problemi che tendono ad aggiungersi e a rendere 
persino più preoccupanti quelli più tradizionali legati alla marginalità sociale” 
(Nuvolati, 2003, p. 74). Infatti, la multidimensionalità del benessere, richiede di 
riflettere sulla qualità della crescita, o meglio, sul fatto che non basta aumentare il 
PIL per produrre maggior benessere. Questo non vuol dire che il PIL non sia 
importante nella determinazione del benessere, ma che da solo esso non è capace 
di rilevarne tutti gli aspetti. Per le società moderne il concetto di qualità della vita 
è fondamentale per la valutazione del benessere individuale e collettivo, difatti, 
dovrebbe costituire il riferimento metodologico essenziale nella definizione di 
politiche pubbliche orientate al miglioramento delle condizioni di vita di singoli 
individui e dell’intera società. Non si tratta di un concetto semplice da definire, né 
tanto meno da misurare, e finisce spesso per essere sintetizzato attraverso 
indicatori piuttosto grezzi e parziali, principalmente di natura economica (in 
particolare, il reddito pro capite), cui si sommano talora indicatori di natura 
sociale o ambientale nel tentativo di sottolinearne il carattere multidimensionale 
(Chiappero e Pareglio, 2009). Posto che il benessere sia da intendere in senso

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Informazioni tesi

  Autore: Enrico Novissimo
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Enrico Rebeggiani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

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