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IA. Una critica fenomenologica al concetto di intelligenza artificiale

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Anteprima della tesi: IA. Una critica fenomenologica al concetto di intelligenza artificiale, Pagina 3
Le storie della robotica: diversi manuali per lo sviluppo di sistemi intelligenti, nonché saggi sulla
storia della robotica e conferenze sull’intelligenza artificiale, quando preparano il lettore alla
materia introducendo una “storia” della questione, iniziano sempre con un autore fondamentale –
ma l’autore in questione, per quanto riguarda la robotica, è sempre diverso. Per fare un esempio, la
Stanford Encyclopedia of Philosophy, nella sua versione online, riporta così l’inizio della storia
dell’intelligenza artificiale: 
«The field of artificial intelligence (AI) officially started in 1956, launched by a small but
now-famous DARPA-sponsored summer conference at Dartmouth College, in Hanover, New
Hampshire… Ten thinkers attended, including John McCarthy (who was working at
Dartmouth in 1956), Claude Shannon, Marvin Minsky, Arthur Samuel, Trenchard Moore
(apparently the lone note-taker at the original conference), Ray Solomonoff, Oliver Selfridge,
Allen Newell, and Herbert Simon. From where we stand now, into the start of the new
millennium, the Dartmouth conference is memorable for many reasons, including this pair:
one, the term ‘artificial intelligence’ was coined there […]».
14
 
Il taglio del resoconto storiografico fornito dalla Stanford Encyclopedia è quindi, “da
contemporaneisti”: la storia dell’intelligenza artificiale viene fatta risalire, dovendo porre
un’origine, agli anni ’50, con la cosiddetta conferenza di Darthsmouth. Se, però, si consulta il già
citato manuale di Luger, il quale fornisce un’introduzione alla storia dell’intelligenza artificiale in
un capitolo introduttivo, questa viene introdotta in tutt’altro modo: 
«Prometheus speaks of the fruits of his transgression against the gods of Olympus: his
purpose was not merely to steal fire for the human race but also to enlighten humanity
through the gift of intelligence or nous […]
15
 ». 
In questo caso, si fa addirittura risalire all’antico mondo greco l’origine della storia dell’intelligenza
artificiale. Non che Luger stia attribuendo ai greci una precognizione o, peggio ancora, un “sapere
mistico”, che sarebbe poi passato per infusione alla civiltà occidentale, garantendole la fertilità dei
suoi successi nell’ambito della scienze cognitive. Non è così; tuttavia, Luger riconosce che “quel
qualcosa” che ha animato l’Occidente nel suo tentativo di creare sistemi intelligenti, e che lo anima
ancora, condivide qualcosa con quell’immaginario greco che ruotava intorno al furto del fuoco
commesso da Prometeo a danno degli dèi.
14 https://plato.stanford.edu/entries/artificial-intelligence/#HistAI. 
15 Luger, Artificial Intelligence, cit., p. 3. 
19

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Informazioni tesi

  Autore: Valfredo De Matteis
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Filosofia
  Relatore: Davide Poggi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 165

FAQ

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