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Il coma conseguente a trauma cranico. Cause, effetti ed esperienze connesse

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Anteprima della tesi: Il coma conseguente a trauma cranico. Cause, effetti ed esperienze connesse, Pagina 3
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Coma: definizioni possibili 
 
1.1 COMA: DEFINIZIONI 
 
l termine coma (dal greco kóma = sonno) ha ricevuto numerose definizioni, qui mi limiterò a 
riportare quelle che a mio avviso possano essere maggiormente onnicomprensive: 
“In generale, per coma si intende una condizione patologica caratterizzata dalla riduzione fino 
all’abolizione dello stato di coscienza e della reattività agli stimoli esterni, con alterazioni, talora 
marcate, delle funzioni vegetative (come respirazione, attività cardio-circolatoria). 
I criteri neurocomportamentali che distinguono il paziente in coma sono : 
 
 Non apre gli occhi spontaneamente o in risposta a stimoli esterni, li mantiene chiusi; 
 Non esegue alcun comando; 
 Non comunica in alcun modo; 
 Non ha movimenti intenzionali (può mostrare invece gesti riflessi, come allontanarsi dal  
            dolore o sorridere involontariamente); 
 Se le palpebre vengono tenute sollevate, non ha movimenti oculari  di inseguimento visivo.” 
(Verlicchi A., Zanotti B., 1999, p.17). 
“Pochi pazienti restano in coma per periodi superiori a 4 settimane; coloro che non mostrano segni 
di recupero di uno stato di coscienza anche in presenza di apertura degli occhi rientrano nei criteri 
di definizione di “stato vegetativo”. Con il termine stato vegetativo si intende una specifica diagnosi 
comportamentale, che indica la perdita completa della capacità di interagire con l’ambiente anche in 
presenza di risveglio spontaneo o indotto da stimoli. Le risposte comportamentali consistono solo in 
azioni riflesse.” (Liscio M., Galbiati S., Poggi G., p. 2, 2003). Una definizione che tenta di arginare 
i confini di questo stato dell’essere umano viene fornita dal dizionario di psicologia a cura di U. 
Galimberti, edito da Garzanti: “Il coma. È una condizione di perdita totale della coscienza e 
dell’attività volontaria, simile al sonno, dove però il soggetto non può essere svegliato e non 
reagisce alle abituali stimolazioni. Il coma costituisce il livello minimo di attivazione 
dell’organismo e può essere provocato da cause endocraniche come emorragia cerebrale, trombosi, 
trauma, tumore, epilessia, o extracraniche come diabete, ipoglicemia, intossicazione da narcotici o 
da alcool. Si distingue uno stato di precoma dove la percettività e la reattività sono in parte 
conservate soprattutto per la sensibilità dolorifica, di coma in tutto simile al sonno, e di coma 
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Informazioni tesi

  Autore: Leonardo Distefano
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Scienze del comportamento e delle relazioni interpersonali e sociali
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Francesco Rovetto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

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Parole chiave

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coma
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deficit comportamentali
deficit del linguaggio
deficit di personalità
disturbi dell'umore
esperienze di quasi morte
incremento di co2
near death experience
reinserimento sociale
sonno
stati di coscienza
test all’amytal
trauma cranico
trauma cranio encefalico

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