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Il Concordato del 1851 fra Santa Sede e Granducato di Toscana

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Anteprima della tesi: Il Concordato del 1851 fra Santa Sede e Granducato di Toscana, Pagina 7
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“Si designa col nome tecnico di ‘concordato’ (conventio, pactum conventum, oncordatum) una 
convenzione bilaterale stipulata fra la Santa Sede e uno Stato per regolare materie ecclesiastiche di 
comune interesse, in virtù della quale i due contraenti, facendosi reciproche concessioni, si 
obbligano, ciascuno per sua parte, ad assumere un dato atteggiamento e comportamento reciproco 
e a emanare in specie determinate norme per la disciplina giuridica di quella porzione della Chiesa 
Cattolica che vive e opera nell’ordinamento dello Stato contraente”.
4
 
Si potrebbe forse obiettare che queste sono definizioni contemporanee del termine, e che non 
necessariamente quando l’atto venne concluso il termine fosse appropriato. Sta però di fatto che 
anche facendo riferimento al Digesto Italiano del 1896 le conclusioni sarebbero le medesime. 
Vittorio Emanuele Orlando, autore della voce ‘concordato’, scrive infatti al riguardo: 
“Una nozione generale di Concordato, dando alla parola un senso larghissimo, suppone una 
convenzione tra la Chiesa, rappresentata da un prelato, che ne abbia il diritto, da un lato, e il 
Governo di uno Stato dall’altro lato, con lo scopo di regolare il diritto delle parti contraenti su 
certi obiettivi di carattere religioso. Questi accordi han ricevuto nomi diversi, oltre quello di 
concordata […] fra esse non corre alcuna rilevante differenza”.
5
 
La definizione di Orlando, che peraltro citerà quello del 1851 tra gli esempi di concordato, ci 
conferma che, anche per gli uomini dell’800, il termine concordato poteva essere attribuito a 
svariati tipi di accordi, indipendentemente dal nome imposto dai contraenti all’accordo medesimo. 
Né il fatto che la definizione di Orlando sia stata stesa più di quarant’anni dopo rispetto al 1851 ci 
deve far pensare che negli anni presi in esame non fosse valida, in quanto nelle note bibliografiche 
egli indica come fonte di tale definizione un testo tedesco di Balve, del 1863.
6
 
Pare quindi che il termine concordato utilizzato dalla storiografia sia del tutto opportuno, e sarà di 
conseguenza utilizzato anche in questa tesi. Fu sicuramente un concordato incompleto e concepito 
come provvisorio e parziale, ma pur sempre un concordato. 
 
 
1.2 Il giurisdizionalismo toscano: la legislazione leopoldina 
 
Negli anni precedenti al 1851 il Granducato di Toscana era considerato come un esempio di stato 
giurisdizionalista. Dalla seconda metà del diciottesimo secolo vigevano in Toscana numerose leggi, 
emanate per lo più per volontà dell’allora Granduca Pietro Leopoldo (che aveva comunque seguito 
                                                 
4
 Pietro Agostino d’Avack, Concordato Ecclesiastico, in Enciclopedia del diritto, Vol. VII, Varese 1961, p 441. 
5
 Vittorio Emanuele Orlando, Concordato (diritto ecclesiastico), in Il Digesto Italiano, Vol. VIII, parte prima, Torino 
1896, pp. 322-340. 
6
 Ibidem.
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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Belletti
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Scienze dei servizi giuridici
  Relatore: Pierluigi Consorti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 99

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