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Il debito pubblico in Italia: dall'unificazione alla crisi dei debiti sovrani

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Anteprima della tesi: Il debito pubblico in Italia: dall'unificazione alla crisi dei debiti sovrani, Pagina 5
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Anche se in maniera piuttosto semplificata il meccanismo che porta alla formazione di un disavanzo del 
bilancio statale, e quindi di debito pubblico, è molto simile a quello che ogni singolo individuo può 
sperimentare nella vita di tutti i giorni: se il mio reddito non è sufficiente a coprire interamente le spese che 
sostengo il mio bilancio presenterà un saldo negativo e dovrò ricorrere all’indebitamento. Allo stesso modo 
per lo Stato, se la differenza tra uscite ed entrate del  bilancio pubblico è negativa si registrerà un disavanzo 
pubblico totale, detto indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche; se, al contrario, le entrate sono 
superiori alle uscite si è in presenza di un avanzo del bilancio pubblico. Occorre tuttavia fare alcune 
distinzioni, in primo luogo, quella tra disavanzo pubblico totale e disavanzo pubblico corrente: quest’ultimo 
è dato dalla differenza tra spese correnti ed entrate correnti. Facendo un paragone con il risparmio della 
singola persona, che per definizione è la differenza tra reddito e consumi, le entrate correnti rappresentano il 
reddito dello Stato, mentre il consumo rappresenta le spese correnti: di conseguenza se si è in presenza di un 
disavanzo pubblico corrente si dice che il bilancio presenta un risparmio pubblico negativo. L’ulteriore 
concetto che occorre approfondire è quello di avanzo o disavanzo primario: si avrà un avanzo primario 
quando sarà positiva la differenza tra le entrate pubbliche e le uscite pubbliche, senza considerare in queste 
ultime la spesa per interessi sui titoli del debito pubblico.  
 
La creazione di nuovo debito pubblico per finanziare un disavanzo: 
Quando dal bilancio pubblico risulta un disavanzo, il governo è costretto ad indebitarsi ed una volta ricevuto 
il prestito, è tenuto a consegnare al creditore un titolo, chiamato appunto titolo del debito pubblico. Chi ha 
sottoscritto i titoli del debito pubblico deve essere rimborsato al termine del periodo di tempo concordato ed 
ha diritto a ricevere periodicamente il pagamento degli interessi da parte dello Stato. In Italia possiamo 
distinguere tre principali tipologie di titolo del debito pubblico: innanzitutto vi sono i Buoni Ordinari del 
Tesoro (Bot), titoli di breve durata, generalmente inferiore ad un anno. Caratteristica di questi titoli a breve 
scadenza, è che alla scadenza essi vengono rimborsati al valore nominale, che però è inferiore al prezzo a cui 
possono essere acquistati al momento dell’emissione: la differenza tra il prezzo pagato dall’acquirente e il 
valore di rimborso rappresenta il rendimento del titolo. Come seconda categoria troviamo poi i Certificati di 
Credito del Tesoro (Cct), particolari, in quanto hanno una scadenza medio/lunga, ma la cedola per il 
pagamento degli interessi è variabile e legata al rendimento dei titoli di durata più breve. Questo perché i Cct 
furono introdotti in un periodo di forte inflazione, la seconda metà degli anni settanta, in cui chi comprava 
titoli del debito pubblico prediligeva quelli con una durata più breve per evitare che il loro valore venisse 
eroso dall’inflazione: per superare questo problema fu quindi deciso di legare la redditività dei certificati di 
credito a quella dei titoli a più breve scadenza. La terza ed ultima categoria è costituita dai Buoni del Tesoro 
Poliennali (Btp), titoli con scadenza a partire da un anno e con cedola fissa. 
Il finanziamento del disavanzo tramite l’emissione di moneta: 
Nel circuito dei prestiti tra privati, siano essi singoli individui o imprese, l’unico modo per indebitarsi è 
emettere dei titoli di credito che poi dovranno essere rimborsati a scadenza e che danno diritto a chi li ha 
sottoscritti a ricevere periodicamente il pagamento di una quota di interessi. Lo Stato dispone invece di un 
ulteriore modalità per finanziare il proprio disavanzo, preclusa ai normali cittadini: l’emissione di nuova 
moneta. In sostanza, quando dal bilancio pubblico risulta un disavanzo, il Governo potrebbe chiedere alla 
Banca Centrale di emettere moneta e di versarla sul conto che il ministero apposito tiene aperto presso di 
essa; un’altra possibilità è che la Banca Centrale acquisti direttamente titoli del debito pubblico, attraverso le 
cosiddette operazioni di mercato aperto, dando in cambio al Governo la nuova moneta con la quale verrà 
coperto il deficit di bilancio. Quando si verifica una di queste situazioni si dice che la banca ha creato base 
monetaria mediante il canale del disavanzo pubblico: in realtà, questo tipo di operazioni, si traducono 
semplicemente in una detenzione di debito pubblico da parte della Banca Centrale, tanto che, in alcuni
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Informazioni tesi

  Autore: Riccardo Rovereti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Carlotta Berti Ceroni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 37

FAQ

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