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Il governo di Lamberto Dini (1995-1996). L'anello tecnico tra le due repubbliche

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Anteprima della tesi: Il governo di Lamberto Dini (1995-1996). L'anello tecnico tra le due repubbliche, Pagina 3
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continuità nella discontinuità, né troppo visibile per scatenare l’ira di un popolo offeso 
dall’immoralità dei loro padroni né troppo invisibile per permettere ai parvenu dell’ultima ora di 
impossessarsi della loro creatura. Ben presto fu però evidente come la voragine apertasi richiedeva 
ben più che un revival sotto mentite spoglie della vecchia politica, tanto che nemmeno i parvenu 
della seconda repubblica, istrionicamente guidati da Silvio Berlusconi, riuscirono a destreggiarsi tra 
le contraddizioni insolute tra un “vecchio” da demolire e un “nuovo” ancora in fieri. 
La necessità di rimuovere, rimodellare e raffazzonare una claudicante repubblica pose Scalfaro in 
condizioni estremamente poco invidiabili. Da un lato vi era l’imprescindibile esigenza, frutto delle 
urne dei referendum di quegli anni, di riformulare lo scacchiere politico in senso maggioritario 
(quindi bipolare), e quindi dare all’Italia una nuova legge maggioritaria che rimpiazzasse il rodato 
ma sfiduciato proporzionale luogotenenziale. Allo stesso modo la vita del paese si stagliava su uno 
scenario economico tutt’altro che roseo, verso il quale né il centrodestra, paralizzato dai bisticci tra 
Berlusconi e l’infedele Bossi, né il centrosinistra, in procinto di unirsi in una “cosa” quantomeno 
indefinita, potevano o volevano fare qualcosa, pena il suicidio elettorale. 
L’arrivo di Dini a Palazzo Chigi fu senz’altro una sorta di deus ex machina, calato nel teatro della 
politica nostrana da uno Scalfaro deciso a risolvere a tutti i costi l’impasse in cui si trovava il paese, 
con buona pace di tutti i nemici giurati del presidenzialismo. La tecnica al potere aveva il poco 
invidiabile compito di trascinare la “nave senza nocchiere” di dantesca memoria fuori dalle 
insidiose secche di una politica litigiosa e indecisa, portando a termine le necessarie riforme per 
seppellire le vestigia morenti del vecchio apparato e contemporaneamente agire di concerto con il 
Quirinale per favorire l’aggregazione dei partiti sotto le nuove insegne della Seconda Repubblica 
maggioritaria.   
Lungi dall’essere così lampanti e definite, le ragioni della scelta tecnica sono perlopiù sotterranee, 
complici le convulsioni di quel periodo e soprattutto la mancanza di una bibliografia valida e 
puntuale sull’argomento, benché non manchino comunque fonti autorevoli per raccontare quegli 
anni. La presente indagine si propone quindi di gettare nuova luce su quella storia nella Storia, 
leggendo tra le righe dei fatti di quell’epoca per carpire le intenzioni, i disegni e i sentimenti dei 
suoi protagonisti, ricercando una o più risposte ad un quesito che, all’apparenza di poco interesse, 
riflette anzi le traversie del regime repubblicano di ieri e di oggi: perché proprio un governo 
tecnico?

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Il governo di Lamberto Dini (1995-1996). L'anello tecnico tra le due repubbliche

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Informazioni tesi

  Autore: Michelangelo Morelli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Beni Culturali
  Corso: Storia
  Relatore: Francesca Sofia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 69

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