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Il lavoro penitenziario dopo il D. Lgs. n. 124 del 2018

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Anteprima della tesi: Il lavoro penitenziario dopo il D. Lgs. n. 124 del 2018, Pagina 10
29 
 
e le esigenze rieducative della pena.
115
 Sulla natura obbligatoria del lavoro penitenziario, in 
passato, la dottrina era divisa: secondo alcuni, esso manteneva la portata afflittiva 
nonostante la previsione dell’art. 20 O.P. fosse atta ad escluderla;
116
 altri sostenevano come 
l’obbligatorietà discendesse direttamente dalla necessità rieducativa del trattamento 
penitenziario, in quanto il lavoro è veicolo principale di reinserimento sociale.
117
 L’unica 
opzione interpretativa prospettabile sembrava però quella che riconduceva l’obbligo di 
lavoro penitenziario al diritto- dovere di lavoro imposto dall’art. 4 della Costituzione. Si 
strutturava un dovere bi direzionale
118
, in capo all’amministrazione, come offerta di 
occasioni di lavoro aventi le caratteristiche sopra viste, e in capo al detenuto, il quale in 
quanto cittadino ha il dovere di promuovere lo sviluppo materiale o spirituale della società 
in linea con le proprie capacità ed inclinazioni. Solo strutturandosi l’obbligo di lavoro in 
quanto “dovere”
119
 poteva recuperarsi la compatibilità costituzionale, così che in capo al 
detenuto veniva a configurarsi, prima ancora che un obbligo lavorativo, un vero e proprio 
diritto, compatibile con la volontarietà della partecipazione al trattamento penitenziario.
120
 
Oggi, al posto dei commi 3 e 4 dell’art. 20 O.P. si ricorda che il lavoro penitenziario non 
ha carattere afflittivo ed è remunerato, in linea l’art. 96 delle Mandela Rules che 
identificano il lavoro come elemento del programma trattamentale,
121
non imposto, ma 
soggetto a libera adesione, con finalità di reinserimento sociale. In questo senso, la 
normativa italiana fornisce una garanzia ulteriore rispetto a quella europea, la quale, all’art. 
4 CEDU, ammette tutt’oggi la configurabilità dell’obbligo di lavoro penitenziario.
122
 La 
soluzione adottata del legislatore è però ambigua: da un lato, viene eliminata dalla legge 
penitenziaria la previsione dell’obbligatorietà, in contrasto con il carattere volontario della 
 
115
 I. PICCININI,  Il lavoro dei detenuti: riflessioni introduttive , relazione al convegno “il reinserimento dei 
detenuti” svoltosi presso l’Università di Roma LUMSA il 17/11/2017, in giurisprudenzapenale.com 
116
 G. TRANCHINA, Vecchio e nuovo, cit., p.150, G. PERA, Aspetti giuridici del lavoro carcerario in Foro 
it. 1971, p. 64 
117
 E. FASSONE, Sfondi ideologici e scelte normative nella disciplina del lavoro penitenziario, cit., p. 164, 
così anche ERRA, (voce), Lavoro penitenziario, cit, p.566, secondo il quale l’obbligo di lavoro non poteva 
essere escluso, altrimenti la pena sarebbe stata parzialmente eseguita. 
118
 D. CHINNI, Il diritto al lavoro nell’esecuzione penale, in M. Ruotolo (a cura di) Dopo la riforma, i diritti 
dei detenuti nel sistema costituzionale, cit., p. 19 
119
 D. CHINNI, Il diritto al lavoro nell’esecuzione penale, in M. Ruotolo (a cura di) Dopo la riforma, i diritti 
dei detenuti nel sistema costituzionale, cit., p. 19 
120
 M. R. MARCHETTI, Sub art. 20, cit., p. 295, V. FURFARO, Il lavoro penitenziario, cit., p. 2, 
LAMONACA, Il lavoro penitenziario, obbligo o diritto, in Rass. Penit. e Crim., 2009, p. 70 
121
 Di contro, nelle regole penitenziarie europee, il lavoro può essere ancora imposto come obbligatorio Reg 
105. 
122
 G. CAPUTO, Detenuti- lavoratori, cit., p. 7

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Ardizio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2019-20
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gianluca Varraso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 338

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Parole chiave

rieducazione
diritto penitenziario
reinserimento
lavoro penitenziario
lavoro detenuto
lavoro di pubblica utilità
obbligo di lavoro
d lgs 124 2018
124/2018
tesi diritto penitenziario

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