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Il lavoro penitenziario dopo il D. Lgs. n. 124 del 2018

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Anteprima della tesi: Il lavoro penitenziario dopo il D. Lgs. n. 124 del 2018, Pagina 13
32 
 
1.3.3. Le cause della riforma penitenziaria attuata con il D. Lgs. 2 ottobre 2018 n. 124, 
una riforma “spezzata” 
Alla base della riforma si è avvertita l’esigenza di un mutamento di prospettiva organico, 
nell’ottica di utilizzo del lavoro carcerario come strumento trattamentale capace di ridurre 
il sovraffollamento carcerario grazie alla natura  di strumento anti recidiva.
131
 Ciò spinge il 
Ministro della Giustizia Orlando a presentare la proposta DDL A.C. n. 2798 in data 23 
dicembre 2014, una legge delega dall’iter travagliato che sarà approvata in prima lettura il 
23 settembre 2015. Essa sembrava finalmente orientare il momento dell’esecuzione della 
pena verso l’individualizzazione trattamentale e del recupero sociale del condannato.  Una 
prova in questo senso è data dall’intitolazione del disegno di legge-delega “Modifiche al 
codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario per 
l’effettività rieducativa della pena”. Il termine “effettività” è indicativo del fatto che la 
scelta politica e soprattutto culturale, è tesa a mettere in pratica finalmente quel principio 
rieducativo che è stato per troppo tempo solo enunciato.
132
 Il titolo della legge delega 23 
giugno 2017 n. 103 viene però paradossalmente epurato del termine “per l’effettività della 
pena”, resta comunque l’anima rieducativa, specialmente per la volontà espressa di 
rimuovere le preclusioni automatiche in ordine all’accesso delle misure alternative e della 
normativizzazione della sorveglianza dinamica, insieme al potenziamento del lavoro 
penitenziario. Nel luglio 2017, il ministro Orlando convoca 3 commissioni di studio per 
elaborare i decreti attuativi, sulla riforma dell’ordinamento penitenziario nel suo complesso 
(Commissione Giostra), sulla sanità penitenziaria, misure di sicurezza e pene accessorie 
(Commissione Pelissero) e sull’ordinamento penitenziario per i soggetti minorenni e 
giustizia riparativa (Commissione Cascini), la cui composizione riflette in preminenza 
quella degli Stati Generali. L’intervento delle elezioni politiche
133
 ha contribuito a bloccare 
la riforma penitenziaria, cosa che comunque si poteva evitare tentando di ridurre i tempi di 
azione, infatti la sentenza Torreggiani e gli Stati Generali dell’esecuzione penale risalgono 
a tre anni prima. I temi dell’esecuzione penale non sono temi da campagna elettorale, lo 
sono invece le politiche securitarie del “buttare via la chiave”, le nuove penalizzazioni e 
 
131
 Ciò spinge il Ministro della Giustizia Orlando a presentare la proposta DDL A.C. n. 2798 in data 
23/12/2014, una legge delega dall’iter travagliato che sarà approvata in prima lettura il 23 settembre 2015. 
132
 R. POLIDORO,  (a cura di), La riforma dell’ordinamento penitenziario, i decreti legislativi 2 ottobre 
2018 n. 121, 123 e 124, Milano, 2019, p. 36 
133
 R. POLIDORO,  (a cura di), La riforma dell’ordinamento penitenziario, cit., p. 36, BORTOLATO, Luci e 
ombre di una riforma a metà: i decreti legislativi 123 e 124 del 2 ottobre 2018, Questione Giustizia 3/2018 p. 
10, P. GONNELLA (a cura di), La riforma dell’ordinamento penitenziario, Torino, 2019, postfazione

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Il lavoro penitenziario dopo il D. Lgs. n. 124 del 2018

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Informazioni tesi

  Autore: Giulia Ardizio
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2019-20
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Gianluca Varraso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 338

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Parole chiave

rieducazione
diritto penitenziario
reinserimento
lavoro penitenziario
lavoro detenuto
lavoro di pubblica utilità
obbligo di lavoro
d lgs 124 2018
124/2018
tesi diritto penitenziario

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