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Il licenziamento disciplinare

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Anteprima della tesi: Il licenziamento disciplinare, Pagina 7
La prima profonda differenza la troviamo sotto un profilo sostanziale
perché, dove il datore di lavoro è tenuto ad una motivazione, il lavoratore
può dimettersi liberamente senza presentare alcuna giustificazione. 
Inoltre, in presenza di una causa che non renda proseguibile, anche
provvisoriamente, il rapporto di lavoro, il lavoratore può dimettersi “in
tronco”13 e senza preavviso.
La giusta causa che sorregge le dimissioni non è assimilabile a quella del
licenziamento che riguarda solamente inadempimenti gravi e colpevoli del
lavoratore, questa è ben più ampia e oltre a cause attinenti il lavoro o il
rapporto con il datore di lavoro, ingloba anche problemi personali che
rendono impossibile il proseguimento della prestazione lavorativa o che
mortificano il lavoratore come persona14.
Si pensi ai casi in cui il datore di lavoro ha minacciato di morte il
dipendente oppure lo sottoponga a trattamenti umilianti che possono dare
origine a sanzioni per mobbing15, si tratta di ipotesi in cui non sarebbe
neppure ipotizzabile che il rapporto si protragga ulteriormente. 
Tra le cause che giustificano le dimissioni “in tronco” troviamo, ad
esempio, il trasferimento di azienda, il grave ritardo nel pagamento della
retribuzione, il demansionamento illegittimo, la mancata osservanza delle
norme sulla sicurezza nel lavoro, ma anche molestie sessuali.
Il legislatore del 2012 è intervenuto nella disciplina delle dimissioni con
la legge n. 92, c.d Riforma Fornero, atta a contrastare le “dimissioni in
bianco”, cioè un atto di recesso senza data fatto sottoscrivere dal datore di
lavoro al lavoratore, al fine di servirsene in seguito in modo illecito16, non
13 G.PELLACANI, I licenziamenti individuali e collettivi, Giappichelli Editore, Torino, 
2013, p. 6 (..) prima della scadenza del termine per i contratti a tempo determinato, 
oppure senza preavviso, nei contratti a tempo indeterminato.
14 M.V. BALLESTRERO, Il concetto di giusta causa nella evoluzione della dottrina e 
della giurisprudenza, Giuffrè, Milano, 1967, p.234.
15 A.A. CASILLI, Stop Mobbing: resistere alla violenza psicologica sul luogo di lavoro, 
Derive Approdi, 2000, pp.38-39 , (..) il mobbing viene definito “ il terrore psicologico 
sul luogo di lavoro che consiste in una comunicazione ostile e contraria ai principi 
etici, perpetrata in modo sistematico da una o più persone contro un singolo individuo 
così spinto nell’impotenza e impossibilità di difesa”, questo causa disagi psicologici, 
psicosomatici e sociali.
16 G.PELLACANI, I licenziamenti individuali e collettivi, Giappichelli Editore, Torino, 
2013, p. 69 e ss.
11

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Il licenziamento disciplinare

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Informazioni tesi

  Autore: Camilla Biagioni
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Antonio Loffredo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 86

FAQ

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Parole chiave

licenziamento
licenziamento disciplinare
diritto del lavoro
licenziamento individuale
lavoro
giusta causa
fornero
jobs act
motivo soggettivo

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