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Il mandato precauzionale e le direttive anticipate nel nuovo diritto svizzero di protezione dell'adulto

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10 la solidarietà famigliare, il nuovo diritto consacra una disposizione specifica alla curatela affidata alle persone più vicine all’incapace, permettendo di limitare anche in questo caso il controllo e l’intervento dello Stato. RIDUZIONE DELL’INTERVENTO DELLO STATO I principi di autodeterminazione e di solidarietà famigliare occupano un posto di rilievo all’interno del nuovo diritto, in quanto riducono in maniera significativa il potere di intervento dello Stato. Il legislatore non mette totalmente in dubbio il principio di intervento dello Stato nella misura in cui il bene della persona interessata resta lo scopo primario del nuovo diritto: l’autorità di protezione deve prendere le misure necessarie per garantire l’assistenza e la protezione delle persone che necessitano di aiuto (art. 388 cpv. 1 CC. 37 ). Tuttavia, si tratta di trovare un equilibrio tra la presa in carico da parte dello Stato e l’autonomia della persona coinvolta (art. 388 cpv. 2 CC.). Il legislatore ha di conseguenza adottato delle nuove misure, più adatte ai bisogni concreti dei soggetti coinvolti, che conciliano autonomia individuale e riduzione dell’intervento statale. Si tratta del mandato precauzionale (art. 360 ss. CC) e delle direttive anticipate (art. 370 ss. CC) per quanto riguarda le misure personali anticipate. Abbiamo poi la rappresentanza del coniuge o del partner registrato (art. 374 ss. CC) e la rappresentanza in ambito medico (art. 377 ss. CC) per quanto riguarda le misure applicabili di pieno diritto. I principi di proporzionalità e di sussidiarietà, che vanno nella stessa direzione, sono oramai incardinati nella legge (art. 389 CC.): le misure personali anticipate e le misure applicabili per legge hanno la priorità sulle misure di protezione ordinate dall’autorità (art. 389 cpv. 1 CC). Tuttavia se una misura di pieno diritto è necessaria e appropriata con riguardo alla situazione concreta, è obbligo dell’autorità intervenire (art. 389 cpv. 2 CC 38 ). Ma l’autorità di protezione può ordinare dei provvedimenti solo se non sono da considerarsi sufficienti quelle misure che potrebbero essere fornite dai membri della famiglia, dalle persone vicine e dai servizi pubblici e privati (art. 389 cpv. 1 CC). MISURE FLESSIBILI L’interdizione (art. 369 ss. aCC.), misura attorno alla quale il diritto del 1907 era strutturato, era molto spesso sproporzionata e stigmatizzante per coloro ai quali veniva applicata, in quanto privava in maniera eccessiva la persona della propria autonomia e libertà. Per quanto riguarda la misura dell’assistenza legale (art. 395 aCC.), la pratica la giudicava insoddisfacente: non permetteva di apportare nella concretezza un’assistenza personale alle persone bisognose ed inoltre restringeva la capacità civile dell’interessato, senza permettere una gestione completa dei suoi beni. Fatte queste premesse, il nuovo diritto non poteva appoggiare queste due misure: per questa ragione la curatela, che era la misura meno incisiva del vecchio diritto di cui all’articolo 417 aCC, venne scelta come forma di tutela base, declinata poi in quattro sottocategorie: - Curatela di accompagnamento (art. 393 CC. 39 ); - Curatela di rappresentanza e curatela di gestione (art. 394 CC. 40 e 395 CC. 41 ); - Curatela di cooperazione (art. 396 CC. 42 ); 37 L’articolo 388 cpv. 1 CC recita: “Le misure ufficiali di protezione degli adulti salvaguardano il benessere delle persone bisognose di aiuto e ne assicurano la protezione” 38 L’articolo 389 cpv. 2 CC recita: “Ogni misura ufficiale deve essere necessaria e idonea” 39 L’articolo 393 cpv. 1 CC recita; “Se la persona bisognosa di aiuto necessita di un sostegno per provvedere a determinati affari, con il suo consenso è istituita un'amministrazione di sostegno” 40 L’articolo 340 cpv. 1 CC recita: “Se la persona bisognosa di aiuto non può provvedere a determinati affari e deve pertanto essere rappresentata, è istituita una curatela di rappresentanza” 41 L’articolo 395 cpv. 1 CC recita: “Se istituisce una curatela di rappresentanza per l'amministrazione dei beni, l'autorità di protezione degli adulti designa i beni che devono essere amministrati dal curatore. Può porre sotto amministrazione del curatore determinati elementi del reddito o del patrimonio, l'intero reddito o l'intero patrimonio o l'insieme di reddito e patrimonio” 42 L’articolo 396 cpv. 1 CC recita: “Una curatela di cooperazione è istituita se occorre che il curatore aCConsenta a determinati atti della persona bisognosa d'aiuto, per proteggerla”
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Il mandato precauzionale e le direttive anticipate nel nuovo diritto svizzero di protezione dell'adulto

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Informazioni tesi

  Autore: Alessio Viganò
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Aldo Foglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 225

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Parole chiave

protezione
invalidità
direttive anticipate
inabilità
mandato precauzionale
diritto civile svizzero
protezione dell'adulto
mancanza di discernimento

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