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Il mandato precauzionale e le direttive anticipate nel nuovo diritto svizzero di protezione dell'adulto

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6 Per quello che riguarda invece la privazione della libertà a scopo di assistenza, autorità di ricorso è la COMMISSIONE GIURIDICA LASP: già oggi l’articolo 397d CC. prevede infatti che sia un giudice a statuire, ad esclusione quindi di autorità amministrative come l’autorità di vigilanza sulle tutele (art. 41 LTut 23 ). L’ADEGUAMENTO DEL DIRITTO CANTONALE: I LAVORI In vista dell’entrata in vigore del nuovo diritto di protezione e dei vincoli posti in merito all’organizzazione delle autorità, ma anche per valutare l’efficacia della precedente e sostanziale riforma organizzativa, il 15 gennaio 2008 il Consiglio di Stato ha affidato al giurista Kurt Affolter il mandato di procedere alla verifica della vigente organizzazione. Dopo aver sottolineato i meriti dell’organizzazione in vigore e la sua generale conformità con il nuovo diritto di protezione, Affolter ha auspicato l’istituzione di quattro autorità giudiziarie. Quindi il Consiglio di Stato, con risoluzione del 20 maggio 2009, ha creato un gruppo di lavoro con il compito di proporre un modello di riorganizzazione del settore delle tutele e curatele e in particolare di presentare un confronto tra il modello amministrativo, con riduzione delle autorità a 5 (invece che le attuali 18), e la realizzazione del modello giudiziario, con indicazione della variante favorita. Quindi, a differenza della precedente organizzazione cantonale, la questione della natura dell’autorità di protezione è stata la centro dei lavori di discussione. Al gruppo di lavoro, presieduto dal pretore di Lugano dott. Francesco Trezzini, hanno fatto parte magistrati, presidenti di Commissioni tutorie, rappresentanti dei Servizi sociali operanti nel territorio, alcuni Comuni e enti ed associazioni legati al settore. Nel rapporto finale del dicembre 2010 il gruppo di lavoro ha chiaramente espresso il suo favore per il modello giudiziario in quanto fornisce migliori garanzie di autorevolezza, di indipendenza, di separazione dei poteri, e in definitiva di capacità di rispondere in modo adeguato ai bisogni del cittadino. A questa conclusione il gruppo è arrivato dopo una dettagliata analisi dei vantaggi e degli svantaggi dei modelli proposti in funzione degli obiettivi da raggiungere, definendo criteri e attribuendo a ognuno un valore di ponderazione e una definizione. Si è quindi tratto di un lavoro il più oggettivo ed imparziale possibile. Quale variante concreta, per una questione di fattibilità esecutiva e di tempistica, il gruppo di lavoro ha suggerito l’accorpamento dell’autorità di protezione alle Preture, mentre la variante ideale rimane quella della creazione del Tribunale di famiglia. Per quel che invece riguarda l’autorità di reclamo, il gruppo di lavoro non ha messo in discussione l’attuale competenza del Tribunale d’Appello come autorità di ricorso, che è stato quindi riconfermato quale prima ed unica istanza di ricorso cantonale, al quale è stato suggerito di annettere l’ispettorato. Le valutazioni del gruppo di lavoro sono state a grandi linee riprese dal messaggio n. 6611 del Consiglio di Stato il 7 marzo 2012. In particolare, l’esecutivo cantonale ha ritenuto che i compiti stessi assegnati all’autorità di protezione giustificano la sua attribuzione alle istanze giudiziarie cantonali: applica il diritto civile, adotta decisioni che incidono fortemente sui diritti fondamentali delle persone, sulla libertà personale dell’individuo, sull’autonomia privata e la sfera famigliare. Inoltre, conferire carattere giudiziario a queste autorità permetterebbe di rispondere meglio alle esigenze di indipendenza e imparzialità dell’articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). Sulla scorta di queste valutazioni, il Consiglio di Stato ha fatto sua la posizione del gruppo di lavoro, improntata verso un organo giudiziario, con un correttivo tuttavia di non poco conto. L’esecutivo cantonale si è infatti orientato sulla soluzione della creazione di un Tribunale di famiglia. Trattandosi di una vera e propria riforma del sistema giudiziario, da pianificare e studiare nei minimi dettagli, inattuabile quindi entro il 1°gennaio 2013, il Consiglio di Stato ha deciso di procedere a tappe e di presentare la riforma solo in un secondo tempo, una volta implementato il nuovo diritto sostanziale di protezione dell’adulto e nell’ambito di una rivisitazione complessiva dell’assetto giudiziario cantonale, ponendo come limite temporale l’anno 2018. Le modifiche del Consiglio di Stato sono state condivise dalla maggioranza della Commissione della legislazione che ha rilasciato il proprio rapporto in data 5 settembre 2012. Rispetto alle proposte del messaggio è stato unicamente inserito un nuovo articolo 52a che ha assunto la denominazione “verifica 23 L’articolo 41 LTut recita: “In caso di privazione della libertà a scopo di assistenza, l’interessato può adire la commissione giuridica giusta le norme della legge sull’assistenza sociopsichiatrica”.
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Informazioni tesi

  Autore: Alessio Viganò
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2013-14
  Università: Università degli Studi dell'Insubria
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Aldo Foglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 225

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Parole chiave

protezione
invalidità
direttive anticipate
inabilità
mandato precauzionale
diritto civile svizzero
protezione dell'adulto
mancanza di discernimento

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