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Il modello organizzativo dell'università italiana. Limiti, efficienza, produttività

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l’entità del corpo docente. Solo raramente, nonostante gli incentivi ministeriali, la mobilità fra gli atenei è stata di una qualche consistenza. Tra le novità nelle "procedure per la nomina in ruolo" (art. 2) si segnala, in primo luogo, il fatto che ogni singola università indice "specifici bandi per i posti di ricercatore, associato e ordinario distinti per settore scientifico-disciplinare" in linea con l'autonomia universitaria. Vengono poi rivisitate le composizioni e le modalità di nomina delle commissioni. La composizione, ovviamente, è diversa a seconda se il concorso è per ricercatore, associato o ordinario. In ogni caso uno dei membri è un professore di ruolo (associato o ordinario) “nominato dalla facoltà che ha chiesto il bando, inquadrato nel settore scientifico-disciplinare oggetto del bando, ovvero, se necessario, in settori affini”, mentre gli altri vengono scelti tra “professori [o ricercatori nel caso del concorso per ricercatore] non in servizio presso l'ateneo che ha emanato il bando” eletti “dalla corrispondente fascia di professori di ruolo [o dai ricercatori confermati] appartenenti al settore scientifico-disciplinare oggetto del bando, ovvero, se necessario, a settori affini”. Le elezioni dei membri delle varie commissioni da parte degli atenei devono avvenire “con modalità che consentano una rapida costituzione delle commissioni e che prevedano l'indicazione di una sola preferenza”. C’è da dire comunque che tale norma non è dettata prioritariamente dalla necessità di semplificare l’iter e di essere in sintonia con l’introduzione dell’autonomia spostando, ad esempio, in periferia la regia del processo. A ben 13
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Informazioni tesi

  Autore: Massimo Ciraulo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Sebastiano Bavetta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 142

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