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Il potere regolamentare delle autorità indipendenti

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Anteprima della tesi: Il potere regolamentare delle autorità indipendenti, Pagina 10
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limiti della competenza di volta in volta attribuitagli
11
. 
Inteso in senso formale il principio di legalità, 
utilizzato per dimostrare che anche fuori dalle materie 
riservate il potere regolamentare debba sempre trovare nella 
legge un'esplicita attribuzione,  viene rispettato con la 
                                       
11
 A. CERVATI, Osservazioni in tema di potestà regolamentare 
dell'esecutivo e di delegificazione, in L'educazione giuridica, Perugia, 1987, 
p. 226. Per quanto concerne il principio di completezza, sostiene Cheli, è da 
rilevare che tale principio non opera come criterio di chiusura del sistema 
delle fonti primarie, ma solo come criterio di completamento, in via di 
interpretazione, dell'ordinamento nel suo complesso, comprensivo di tutte le 
fonti, primarie e secondarie. L'applicazione del principio non può 
determinare un effetto di esclusione nei confronti della fonte secondaria 
quando la materia non risulti regolata da alcuna fonte primaria. Accade 
sempre più spesso d'incontrare settori e oggetti non ancora coperti da alcuna 
normazione e non riservati alla legge. La posizione di una disciplina 
regolamentare in questi spazi bianchi e non riservati contribuisce a colmare 
un vuoto nell'ordinamento, rendendo superfluo il ricorso ai criteri di 
interpretazione fissati dall' art. 12. Secondo lo stesso Autore non sarebbe del 
tutto convincente neanche il richiamo al principio di legalità sia 
nell'accezione sostanziale che in quella formale. Nel primo senso perché 
dalla costituzione vigente non sembra possibile desumere elementi che 
possano far pensare all'esistenza di un principio di legalità sostanziale come 
vincolo al legislatore e limite necessario al potere regolamentare. Il 
richiamo agli artt. 97, 101, 113 della Costituzione confonde "riserva" con 
"legalità" e sottovaluta la valenza della Costituzione come parametro di 
riferimento immediato per la valutazione della legittimità dell'azione 
amministrativa. Dal sistema costituzionale è invece possibile desumere un 
elemento in grado di escludere che la legalità sostanziale possa essere 
considerata principio informatore di tutti i rapporti tra legge e regolamento 
ovvero, la presenza di specifiche riserve (relative) di legge che non 
avrebbero ragione di esistere se l'azione amministrativa e, al suo interno, 
l'attività regolamentare dovessero sottostare ad un principio di legalità 
sostanziale che si tradurrebbe in una generale riserva di legge relativa. 
 

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Informazioni tesi

  Autore: Raffaele Errico
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1996-97
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alessandro Pizzorusso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 149

FAQ

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