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Il rapporto con il territorio nell'educazione con i ragazzi con bisogni educativi speciali: Il caso studio Campus Crescita Auxilium

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Anteprima della tesi: Il rapporto con il territorio nell'educazione con i ragazzi con bisogni educativi speciali: Il caso studio Campus Crescita Auxilium, Pagina 7
15 
 
Come afferma Demetrio: «Anche la strada per certi aspetti educa, nel senso 
che indirizza la crescita, indica delle linee evolutive, ma solo in rari casi educa 
veramente perché l’educazione costruisce cambiamento, evoluzione e 
crescita secondo certe caratteristiche»
11
. 
La meta finale degli educatori è il cambiamento: «Lavorare per il 
cambiamento e non limitarsi all’assistenza anche nella concretezza significa 
modificare gli equilibri: ad esempio non solo utilizzare le risorse pubbliche 
disponibili per supportare uno o più membri di una famiglia lasciando 
immutate le dinamiche familiari e sociali, ma progettare un utilizzo delle 
risorse specificatamente indirizzato a quella famiglia. Quindi non un utilizzo 
seriale dei servizi, ma progetti specifici, caso per caso, attivando le risorse 
delle persone e stimolando la loro autonomia, con un lavoro di rete»
12
. 
Gli educatori si occupano principalmente di prevenzione e promozione 
sociale, nella creazione di reti sociali per il sostegno alle famiglie e fare da 
mediatori, supporto alla cittadinanza attiva e anche alle amministrazioni 
comunali.  
Saper progettare: «La progettualità, osservata dal punto di vista 
dell’educatore, si traduce nella ricerca e nella messa a punto delle strategie 
più efficaci in grado di interpretare continuità e discontinuità, contingenza o 
emergenza e permanenza nella quotidianità»
13
. 
L'educatore si occupa prevalentemente di progettare interventi anche per il 
fine sociale, per trovare vie alternative, nuove opportunità e possibilità. 
L’educatore che lavora per progetti si assume la responsabilità della 
decisione, si attiva in un lavoro di ricerca sociale, perché concretizzi problema 
e contesto, metodi e strumenti, soggetti, obiettivi e risorse ed infine sottoporre 
il tutto a continue verifiche e a valutazioni. Il suo lavoro non è semplicemente 
progettare ma guardare al futuro, andare oltre gli stereotipi ed i pregiudizi. 
Questi sono i due poli del progettare: l’invenzione, la creatività, la volontà di 
cambiamento, come abbiamo visto, non solo per l’altro, ma anche e 
specialmente per sé stessi. 
                                                   
11
 Demetrio D., Educatori di professione. Pedagogia e didattiche del cambiamento nei 
servizi extrascolastici, Firenze, La Nuova Italia, 1990, pp. 54, 71-2. 
12
 Gardella O., L'educatore professionale, Finalità, metodo, deontologia, Milano, Franco 
Angeli Edizioni, 2016, pag. 40. 
13
 Milani L., Competenze pedagogiche e progettualità educativa, cit., pag.111.
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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Anna Bartolotta
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica "E-Campus"
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Michele Pigliucci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

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disabilità
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