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Il reclamo cautelare

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Anteprima della tesi: Il reclamo cautelare, Pagina 5
Genesi del reclamo cautelare 
 - 8 - 
Le disposizioni sui procedimenti di denuncia di nuova opera e di 
danno temuto non contenevano, infatti, alcuno strumento impugnatorio
9
, 
utilizzabile contro le relative pronunce.  
Dibattuta è stata la possibilità di procedere alla revoca dell’ordinanza 
con la quale il giudice poteva adottare i provvedimenti necessari in seguito 
alle domande nunciatorie,  in assenza di una disposizione che prevedesse 
tale potere in capo al giudice
10
.  
La dottrina maggioritaria
11
 ha desunto la revocabilità dei 
provvedimenti di cui si discute dalla loro inoppugnabilità: non essendo 
soggette ad impugnazione, dette ordinanze  erano considerate non 
                                                           
9 
Taluno ha sostenuto la non assoggettabilità alle impugnazioni previste per le sentenze dei 
provvedimenti emanati ai sensi dell’art. 688 c.p.c., stante la summaria cognitio del giudice e 
la funzione cautelare delle misure: così DINI, La denuncia di nuova opera, Milano, 1985, 
pag. 638. Per l’autorevole dottrina non sussisteva la necessità di assoggettare detti 
provvedimenti ad impugnazione, data l’assenza di preclusioni alla riproponibilità della 
domanda, a seguito di un provvedimento reiettivo, mentre per il provvedimento positivo il 
riesame si realizzava nel giudizio di merito successivamente instaurato.: cfr. ANDRIOLI, 
op. cit., pag. 230; D’ONOFRIO, Commento al codice di procedura civile, vol. II, Torino, 1957, 
pag. 337; DINI, op. cit., pag. 643 e seg. il quale ha escluso la possibilità di utilizzare 
avverso i provvedimenti di cui si discute gli strumenti previsti dagli artt. 739 c.p.c. e 178 
c.p.c. ed il ricorso straordinario per Cassazione ex art. 111 Cost.. 
10
  Le misure adottate in seguito alla denuncia di nuova opera e di danno temuto potevano 
avere la forma dell'ordinanza o del decreto; l’art. 689 c.p.c. disponeva che il giudice 
potesse pronunciare immediatamente i provvedimenti necessari con decreto, ovvero 
disporre la citazione, a ora fissa, delle parti interessate. In questo caso, il giudice adottava 
le misure necessarie con ordinanza. Ai sensi del 2°comma dell’art. 690 c.p.c., il giudice 
aveva la possibilità, in un’udienza appositamente fissata, di confermare, modificare o 
revocare il decreto pronunciato inaudita altera parte. 

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Il reclamo cautelare

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Informazioni tesi

  Autore: Michela Russo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giorgio Frus
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 239

FAQ

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Parole chiave

reclamo
diritto processuale civile
processo cautelare
reclamo cautelare
riforma del processo cautelare

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