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Il Servizio Sociale in Italia e nel Regno Unito. Due realtà a confronto

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Anteprima della tesi: Il Servizio Sociale in Italia e nel Regno Unito. Due realtà a confronto, Pagina 5
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migliorare la ventilazione e l'illuminazione. Si sosteneva che gli edifici sarebbero stati il 
simbolo dei recenti cambiamenti nella fornitura di poveri aiuti umanitari, in alcuni casi si 
affermò il parere che sarebbe stato qualcosa che "il povero avrebbe sentito che era 
assolutamente impossibile opporsi" e "dare fiducia ai guardiani della legge dei poveri". 
Alcuni critici della nuova legge per i poveri notarono le somiglianze tra i piani di 
Kempthorne
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 e le prigioni modello, e dubitavano che fossero semplicemente casuali.  
La vita all'interno delle work-house non era affatto facile ma in fin dei conti doveva 
essere così in modo da “scoraggiare” i normodotati e fare in modo che solo i bisognosi 
ricorressero a tali strutture. Per coloro che non venivano inclusi in queste ultime, ad 
esempio le famiglie, vi era l'assistenza da parte di altre forme associative.   Queste forme 
di assistenza alternative o sussidiarie venivano da gruppi che si muovevano in affiliazione 
a organizzazioni religiose, politiche o commerciali. Nascevano così le Friendly Societies 
o Mutual Societies che, in contemporanea ed in parallelo operavano accanto ai primi 
sindacati legalizzati a partire dal 1824 per fornire assistenza ed aiuti ai disoccupati ed ai 
poveri.  A raccontare e documentare la povertà e la vita dei lavoratori e, dunque, 
sensibilizzare l'opinione pubblica verso il problema contribuirono i rapporti redatti e 
diffusi da Charles Booth e Seebohm Rowntree. Si diffuse così la consapevolezza che la 
povertà fosse spesso legata ai bassi salari piuttosto che una condizione sociale 
semplicemente diffusa e radicata (povertà endemica). Si instaurò soprattutto il 
convincimento che nei confronti di queste fasce sociali occorreva fare qualcosa, 
intervenire per fornire aiuti. 
2.2 – Le riforme liberali dal 1906 al 1914 
Il periodo liberista si apre con una serie di riforme sul benessere sociale che vanno 
dal 1906 ai primi anni della Prima guerra mondiale. Esse rappresentano un prodotto della 
frattura tra il liberalismo moderno e il liberalismo classico e, ancor di più, un cambio di 
direzione da un liberalismo tradizionale a un partito che difende un governo, più ampio e 
più attivo, che protegge il benessere dei suoi cittadini
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. Furono messe in atto da tre leader: 
Herbert Louis Samuel, Winston Churchill e David Lloyd George ed erano inserite in due 
scenari, da una parte si diffondeva un clima di ansia tra i britannici dovuto alla presenza 
                                                           
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 Sampson Kempthorne (1809-1873) era un architetto inglese che si specializzò nella progettazione di case 
di lavoro, prima della sua emigrazione in Nuova Zelanda. 
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 Secondo G.R. Searle le riforme avevano molteplici cause, tra cui «la necessità di respingere la sfida dei 
laburisti, il puro umanitarismo, la ricerca della popolarità elettorale, le considerazioni sull'efficienza 
nazionale e l'impegno per una versione modernizzata del capitalismo del benessere». Attuando le riforme 
al di fuori delle Leggi per i poveri inglesi, fu rimosso anche lo stigma associato alla rivendicazione di 
aiuto.

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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Solazzo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università del Salento Lecce
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze del servizio sociale
  Relatore: Anna Maria Rizzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 80

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