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Il sistema previdenziale italiano nel 2013 dopo il decreto legge n. 201, del 6 Dicembre 2011 (convertito in legge 214/2011)

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Anteprima della tesi: Il sistema previdenziale italiano nel 2013 dopo il decreto legge n. 201, del 6 Dicembre 2011 (convertito in legge 214/2011), Pagina 4
Davide Morosi - Tesi di laurea in Economia / Corso Scienze Bancarie e Assicurative (22 Febbraio 2013)  6 
 
di essi non autosufficienti2 (per un pensionato, che riceve una rendita pubblica tra 
1.000-1.500 euro al mese è impossibile, nel caso di non autosufficienza, sostenere 
spese di assistenza, domiciliare o residenziale, per 2.000-2.500 euro al mese senza 
supporti pubblici o della famiglia). Ciò detto, emerge che tra reddito da lavoro e 
pensione pubblica esiste, di fatto, una differenza oggettiva, basata su bisogni reali 
del momento, che possiamo definire sinteticamente “gap previdenziale”. Vedremo, 
nei capitoli successivi, in che modo potrà essere affrontato questo aspetto ma ciò ci 
consente, da subito, di sgombrare il campo da equivoci sull’entità della pensione 
pubblica che introduce il concetto di tasso di sostituzione atteso (pensione-reddito). 
La materia previdenziale è molto vasta e complessa. Considerato che questa tesi è 
redatta in modo sintetico, sono stati analizzati i principali aspetti che evidenziano le 
motivazioni che hanno spinto a varare la riforma previdenziale alla fine del 2011 e i 
primi effetti ottenuti, dopo 14 mesi, dai provvedimenti da essa introdotti.  
Nel primo capitolo, dopo un quadro sintetico del contesto economico italiano tra la 
fine del 2011 e il 2012, sono esposte le principali caratteristiche dei sistemi 
previdenziali esistenti nei paesi industrializzati, vi è la genesi di quello italiano 
vigente e sono illustrati gli interventi della riforma Fornero-Monti.  
Nel secondo capitolo è illustrata una rappresentazione del contesto sociale italiano, 
con un quadro demografico del nostro Paese, le stime sulla popolazione futura e le 
implicazioni in termini previdenziali del fenomeno dell’invecchiamento e dei nuovi 
provvedimenti introdotti. 
Nel terzo e ultimo capitolo si è posta l’attenzione sugli interventi adottati con l’ultima 
riforma e si valutato se essi hanno ottenuto gli obiettivi prefissiti: equità e sostenibilità 
del sistema previdenziale attraverso un reale patto intergenerazionale.  
                                                           
2
 Individui che non sono in grado di provvedere in modo autonomo alle attività della vita quotidiana (A.D.L. - 
Activities of Daily Living. JAMA 1963 - Fonte: Katz) come lavarsi, vestirsi, uso dei servizi, trasferimento, continenza, 
alimentazione.
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Informazioni tesi

  Autore: Davide Morosi
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2010-11
  Università: Università Telematica "E-Campus"
  Facoltà: Scienze Bancarie, Finanziarie e Assicurative
  Corso: Economia bancaria
  Relatore: Francesco Vallacqua
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 127

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Parole chiave

previdenza complementare
patto intergenerazionale
tasso di sostituzione
tre pilastri
riforma fornero
sistema previdenziale italiano
pensioni integrativa

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