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Infermità mentale e imputabilità

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Anteprima della tesi: Infermità mentale e imputabilità, Pagina 9
 9
Per cui, la conclusione di questa parte della dottrina è che, se dolo e 
colpa non implicano necessariamente l’imputabilità dell’agente, questa non 
può essere considerata come presupposto od elemento della colpevolezza
19
. 
Tale posizione è supportata da una datata pronuncia 
giurisprudenziale
20
, che, andando oltre il merito della questione decisa
21
, 
considerò fuori discussione che l’imputabilità sia collegata alla 
colpevolezza, non però per costituirne un presupposto, ma più 
semplicemente come “attributo di particolare qualificazione”; e cioè, “nel 
sistema in vigore non è sufficiente (pur se necessario) che l’autore abbia 
agito con dolo, preterintenzione o colpa, ponendosi così in uno specifico 
atteggiamento psicologico nei riguardi dell’evento criminoso, ma occorre 
altresì che codesto meccanismo interiore si sia acceso in una persona 
imputabile, cioè subiettivamente capace di autodeterminarsi per motivi 
coscienti, conformi alle molteplici esigenze dell’ordinamento giuridico”. Di 
conseguenza, nei casi in cui “il requisito della colpevolezza richiesto dalle 
singole norme incriminatrici, si presenti scompagnato dall’imputabilità, 
l’ordinamento giuridico reagisce con misure preventive, prescelte in 
rapporto ai diversi aspetti del dato psicologico, propri delle singole 
fattispecie in concreto realizzate, e che avrebbero reso possibile la pienezza 
dell’illecito a parte subiecti, ove fosse concorso anche il fattore 
dell’imputabilità”. 
Risulta dunque chiaro come, ordinando così le molteplici componenti 
del reato, sia sembrato evidente che la valutazione dell’imputabilità dovesse 
necessariamente aver luogo soltanto quando l’indagine sugli altri requisiti, 
condotta in una fase anteriore, si fosse conclusa con esito positivo. Per cui, 
se il fatto tipico non sussiste o non è stato commesso o risulta giustificato da 
una scriminante, il giudice non ha necessità di appurare se esista o meno 
                                                 
19
 Tale conclusione (per questa parte della dottrina) risulta confermata dalla sistemazione 
dell’istituto nell’àmbito delle norme che si occupano del reo e non di quelle che si 
occupano dell’elemento soggettivo del reato. 
20
 Cass., 9  novembre 1967, in Cass. pen. mass., 1968, p.1085. 
21
 Inammissibilità della dichiarazione di non imputabilità dell’autore, con conseguente 
sottoposizione dello stesso a misure di sicurezza quando il fatto ascrittogli non costituisse 
reato per mancanza di un elemento costitutivo. 
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Informazioni tesi

  Autore: Luana Danila Losasso
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Mario Trapani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 155

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