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Iraq: storia di un dramma dalla Seconda Guerra del Golfo al caso Abu Ghraib

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Anteprima della tesi: Iraq: storia di un dramma dalla Seconda Guerra del Golfo al caso Abu Ghraib, Pagina 7
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risoluzione, in un documento ufficiale, la consistenza, l’ubicazione dei suoi armamenti 
chimici, biologici, nucleari e missilistici e tutti gli aspetti dei programmi di sviluppo ad essi 
relativi; la mancata collaborazione e/o ogni falsa dichiarazione costituivano ulteriore 
violazione sostanziale degli obblighi iracheni; l’Iraq doveva fornire all’UNMOVIC e 
all’IAEA accesso immediato senza restrizioni a tutti i siti anche sotterranei, edifici, 
attrezzature, documenti e mezzi di trasporto che gli ispettori volevano verificare; 
UNMOVIC e IAEA avevano ugualmente diritto sia di distruggere armi proibite sia di 
chiudere impianti diretti alla produzione di WMD; all’Iraq erano concessi 7 giorni per 
dichiarare l’accettazione di tale risoluzione. Puntualmente il 12 novembre, il Parlamento 
iracheno respinse all’unanimità la risoluzione delle Nazioni Unite, ma già il giorno dopo i 
media comunicarono la notizia che il Ministro degli Esteri dell’Iraq, Naji Sabri Ahmad al-
Hadithi ( in arabo: يثيدحلا دمحا يربص يجان ), aveva scritto sia al Segretario generale 
dell’ONU, Kofi Annan, sia ai membri del Consiglio di Sicurezza
23
, dichiarando che l’Iraq 
accettava, senza condizioni, gli obblighi della risoluzione 1441
24
. Il 7 dicembre, l’Iraq 
consegnò alle Nazioni Unite un sostanzioso dossier che conteneva la prova 
schiacciante che il Paese non possedeva WMD
25
, ma nei rapporti stilati e consegnati al 
Consiglio di Sicurezza, il 9 e 27 gennaio 2003, Hans Blix, capo degli ispettori ONU sul 
disarmo, affermò che gli iracheni non avevano fornito adeguate risposte sul proprio 
armamento anche se, in centinaia di ispezioni a sorpresa, non era stata trovata la 
cosiddetta “smoking gun”
26
. Il 6 febbraio, il Segretario di Stato americano, Colin Powell, 
presentò al Consiglio delle immagini scattate dai satelliti, intercettazioni di conversazioni 
tra militari iracheni e informazioni di disertori, fornite dall’intelligence americana, che 
indicavano palesemente gli sforzi compiuti dall’Iraq al fine di ingannare la ispezioni
27
. 
Stati Uniti e Gran Bretagna, stanchi dei continui tira e molla con il dittatore iracheno, 
iniziarono una intricata attività diplomatica per ottenere la maggioranza dei voti tale da 
avere una legittimazione morale all’uso della forza (Francia e Russia dichiararono che 
                                                           
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 Nella parte finale della prima lettera, vennero evidenziate le misure e le procedure che apparivano contrarie al 
diritto internazionale; nella seconda lettera, del 24 novembre, vennero elencate alcune osservazioni sulla 
risoluzione 1441: visto che né USA né ONU avevano esibito alcuna prova che l’Iraq possedesse armi di 
distruzione di massa, l’accertamento delle violazioni si basava soltanto sulla “presunzione” di tale detenzione, 
quindi, gli iracheni temevano che gli USA si fossero serviti della dichiarazione “esaustiva” di tutti gli aspetti dei 
programmi iracheni di sviluppo degli armamenti, come scusa per attaccare.  
24
 Cfr. n. 4. 
25
 Vedi: R. Chandrasekaran, Baghdad delivers weapons data to U.N., in Washington Post, 8 
Dicembre 2002. 
26
 Vedi il testo integrale (in inglese) della conferenza stampa tenuta a Baghdad, il 9 febbraio 2003, da Hans Blix 
ed il Direttore Generale dell’IAEA, Mohamed Al-Baradei, in: 
http://www.iaea.org/NewsCenter/Focus/IaeaIraq/pressconf_09022003.pdf 
27
 Vedi: R. Weisman, Powell, in U.N. speech, presents case to show Iraq has not disarmed, in New 
York Times, 6 Febbraio 2003.

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Bottazzi
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Napoli "L'Orientale"
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Plurilinguismo e multiculturalità
  Relatore: Andreina De Clementi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 148

FAQ

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