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L’illegittimità non invalidante: le novità introdotte dall’art. 21 octies, c. 2 L. 241/90 in materia di procedimento amministrativo

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1. Le novità introdotte dall’art. 21 octies, comma 2 in materia di procedimento 
amministrativo 
 
La legge 11 febbraio 2005 n° 15 ha novellato quella del 7 agosto 1990 n°241, arricchendola di un 
art. 21 octies, rubricato con la denominazione di “Annullabilità del provvedimento amministrativo”. 
L’articolo, dopo aver al primo comma elencato le cause generali di annullamento dei provvedimenti 
amministrativi, corrispondenti alle tradizionali figure dei vizi di legittimità dell’atto (violazione di 
legge, eccesso di potere, incompetenza), già previste dall’ art. 26 del R. D. 26 giugno 1924 n. 1054 
e richiamate dall’ art. 3 della legge 1034/71, al secondo comma dispone: “Non è annullabile il 
provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, 
per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non sarebbe 
stato diverso da quello in concreto adottato. Il provvedimento amministrativo non è comunque 
annullabile per mancata comunicazione dell’avvio del procedimento qualora l’amministrazione 
dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello 
in concreto adottato”. 
Il secondo comma ha così introdotto una novità importante nel nostro ordinamento, i c. d. vizi non 
invalidanti del provvedimento amministrativo, che rappresentano un’eccezione alla regola posta 
dallo stesso articolo al comma uno (2). 
 In particolare il legislatore ha previsto, ai fini dell’annullamento, due ipotesi di irrilevanza dei vizi 
derivanti dalla violazione di norme riguardanti il procedimento o la forma degli atti.  
La prima concerne il provvedimento amministrativo vincolato, il quale, pur essendo affetto dai vizi 
suddetti, non è annullabile ove risulti palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto 
essere diverso da quello in concreto adottato.  
 Indubbiamente notevole è la portata di tale disposizione poiché da un lato sancisce il ruolo primario 
del provvedimento amministrativo rispetto al procedimento e dall’altro determina il restringimento 
delle ipotesi di illegittimità e di annullamento (3). 
 A quest’ultimo riguardo, infatti, la violazione di norme procedimentali come “l’avviso di 
procedimento”, “la partecipazione allo stesso con memorie e scritti”, “la visione degli atti 
endoprocedimentali”, “l’obbligo di emanare un provvedimento espresso”, “il non ritardo 
nell’emanazione dell’atto” (tese alla tutela del cittadino nei confronti del potere della Pubblica 
Amministrazione) non rappresentano più vizi invalidanti nel caso in cui si versi in attività vincolata 
                                                           
(2) Cfr. LACAVA F., L’invalidità del provvedimento amministrativo dopo la legge 15/2005: nullità e annullabilità in 
Rivista elettronica Amministrazione in cammino, in www.luiss.it, 2006; GALETTA D.U., Notazioni critiche sul nuovo 
art.21 octies della legge n. 241/90, in www.giustamm.it, 2005  
(3) Cfr. SILVIS C., L’interpretazione in chiave processuale dell’art. 21octies della L. 241/90 e la garanzia della tutela 
giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi, www.filodiretto.com/index, 2005

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Informazioni tesi

  Autore: Alberto Leali
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Agostino Meale
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 57

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